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21 maggio 2018

ISDE- HEAL:Italia deferita alla Corte di giustizia europea per smog, rifiuti radioattivi e Xylella

Tratto da Isde

Come Medici, pensiamo che il Governo, le Regioni e i Comuni italiani abbiano un'occasione unica: quella di dare la priorita' a tutte le misure che saranno benefiche non solo per la qualita' della nostra aria , ma anche per affrontare il cambiamento climatico e migliorare la nostra salute in generale.
 Dottor Roberto Romizi & Dottor Agostino Di Ciaula  
ISDE ITALY

Italia deferita alla Corte di giustizia europea per smog, rifiuti radioattivi e Xylella

ISDE – Associazione Medici per l’Ambiente e Health and Environment Alliance (HEAL): la decisione della Commissione Europea di deferire 6 Paesi (tra cui l’Italia) alla Corte di Giustizia dell’UE dimostra che i governi nazionali non possono farla franca ignorando gli obblighi comunitari contro inquinamento.
Vedi qui il comunicato completo in inglese .

Dott.Agostino di Ciaula:“Inquinamento e salute, serve prevenzione ma la politica non ascolta”

Tratto da itvonline.news

“Inquinamento e salute, serve prevenzione ma la politica non ascolta”

“Serve prevenzione primaria per contrastare gli effetti dell’inquinamento sulla salute ma fino ad ora i decisori politici non si sono rivelati attenti”. A parlare è il dottore Agostino Di Ciaula presidente del comitato tecnico scientifico di Isde Italia intervenuto a Manocalzati al convegno “Inquinamento della valle del Sabato ed effetti sulla salute”.
Il dottore Franco Mazza del comitato “Salviamo la valle del Sabato”, dal canto suo, punta l’indice sulla necessità di tagliare le emissioni in atmosfera.
Presente al dibattito anche il parlamentare del Movimento cinque stelle Generoso Maraia : “I cittadini pretendono chiarezza, gli enti mostrino i risultati delle analisi che troppo spesso restano chiusi nei cassetti”

19 maggio 2018

PLANET OR PLASTIC ?SUL NATIONAL GEOGRAPHIC MESSO IN COPERTINA L’INQUINAMENTO DA PLASTICA

LA COPERTINA DEL NATIONAL GEOGRAPHIC DENUNCIA L’INQUINAMENTO DA PLASTICA


Tratto da Biopianeta
La copertina di giugno della rivista National Geographic è una denuncia all’immensa quantità di plastica che immettiamo nell’ambiente: a rappresentarlo è un iceberg che sotto la superficie nasconde un sacchetto. Planet or plastic?

“Otto miliardi di tonnellate di plastica finiscono negli oceani ogni anno. E questa è solo la punta dell’iceberg” recita la copertina-denuncia del numero di giugno del National Geographic, dedicata all’immensa quantità di plastica che ogni giorno viene prodotta e immessa nell’ambiente. A rappresentarla simbolicamente è l’immagine della punta di un iceberg in mezzo all’oceano, che sotto la superficie rivela invece un sacchetto di plastica immerso in acqua, accompagnato dalla domanda “Planet or plastic?
L’illustrazione e la rielaborazione grafica dell’immagine sono dell’artista messicano Jorge Gamboa; la copertina vuole essere una provocazione e porre l’attenzione su quello che è attualmente il problema più grave rispetto l’ambiente: l’inquinamento causato dall’enorme quantità di plastica, problema la cui risoluzione non può più essere rimandata. Gamboa, che aveva già presentato l’opera chiamata “Iceberg Plàstico” alla Biennale di manifesti della Bolivia, nel 2017, dove ha vinto il primo premio per la categoria Manifesti politici e sociali, ha colto nel segno. I lettori hanno apprezzato il modo forte di lanciare un messaggio, e secondo Vaughn Wallace, il Senior Photo Editor del National Geographic, la copertina di giugno della rivista è destinata a diventare la copertina del secolo.
Rispetto al problema della plastica sono molte le denunce, anche da parte di Greenpeace, che ricorda che le timide misure finora messe in atto non sono sufficienti a fermare l’inquinamento e a salvare il pianeta. Ogni minuto finisce in mare l’equivalente di un camion pieno di plastica: è evidente come tutti, governi e multinazionali fino ai singoli cittadini, debbano attivarsi in modo reale per dare al pianeta una speranza di sopravvivere nel futuro.

18 maggio 2018

Gli Ordini dei Medici in Italia, protagonisti delle tematiche ambiente-salute e democrazia.

COMUNICATO STAMPAAlla Conferenza nazionale su clima, inquinamento atmosferico e salute di Taranto il lancio di una campagna nazionale su Clima e Salute

Gli Ordini dei Medici in Italia, protagonisti delle tematiche ambiente-salute e democrazia.
Si è conclusa questa mattina la due giorni su Clima, inquinamento atmosferico e salute organizzata, a Taranto, dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, l’Associazione Medici per l’Ambiente e l’Ordine dei Medici di Taranto, con la collaborazione del Ministero della Salute, il supporto tecnico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e il patrocinio del Comune di Taranto.
La prima giornata ha visto protagonisti gli studenti e le studentesse della provincia di Taranto, in particolar modo gli Istituti tarantini Archita, Aristosseno, Battaglini, Cabrini e Mondelli di Massafra. Scuole che hanno partecipato al percorso scolastico coordinato dalla referente nazionale del progetto scuola di ISDE, Maria Grazia Serra.
La seconda giornata, tenutasi presso il Comune di Taranto, è stata l’occasione per il lancio della campagna nazionale su Clima, Inquinamento atmosferico e salute. Una campagna realizzata con la collaborazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che, oltre a lanciare un appello nazionale in vista sia della COP24 di Katowice che della prima conferenza internazionale dell’OMS su inquinamento atmosferico e salute, punta a costruire una strategia di formazione per i medici italiani sulle correlazioni tra salute, ambiente e cambiamenti climatici.
Il percorso formativo troverà le sue basi scientifiche nel position paper di ISDE, anticipato questa mattina,  su cambiamenti climatici, salute, agricoltura e alimentazione.
I medici formati potranno così essere formatori su queste stesse tematiche nei confronti dei colleghi e svolgere un ruolo di raccolta di segnalazioni inerenti criticità sanitarie ambiente-correlate, e coinvolgere i cittadini assistiti nelle informazioni su ambiente e salute.
“ Gli Ordini dei Medici in Italia- ha dichiarato Filippo Anelli, Presidente delle Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici –  dovranno lavorare per essere il punto di riferimento degli Enti Locali per tutto ciò che riguarda le tematiche ambiente-salute e la loro correlazione con la democrazia”.
Taranto, 16 Maggio 2018

17 maggio 2018

Inquinamento dell’aria, alcune reazioni al deferimento dell’Italia alla Corte europea

Tratto da Greenreport

Inquinamento dell’aria, le reazioni al deferimento dell’Italia alla Corte europea

M5S: L’Italia potrebbe pagare una multa di circa 1 miliardo di euro. L'Italia deferita anche per le scorie radioattive e per la Xilella
[17 maggio 2018]
Il deferimento dell’Italia da parte della Commissione Ue alla  Corte europea era atteso ma non ha mancato ugualmente di suscitare reazioni preoccupate
Tranchant l’ex president di Legambiente e attuale deputata di LIberi e Uguali Rossella Muroni: «Smog-Xylella-rifiuti radioattivi: l’Italia non affronta la situazione e finisce nel mirino di Bruxelles. Più che scrivere la storia avremmo bisogno di qualcuno che faccia il presente e costruisca il futuro».
Molto polemico anche il gruppo parlamentare europeo del Movimento 5 Stelle: « Come avevamo annunciato, grazie alla vecchia politica, l’Italia è stata deferita dalla Corte di Giustizia europea per aver violato le leggi sullo smog. Questo potrebbe portare ad una multa di circa 1 miliardo di euro, e a pagare, anche questa volta, saranno i cittadini!......
Roberto Romizi, presidente di Isde Italia, e Agostino Di Ciaula, presidente del comitato scientifico di Isde Italia hanno sottolineato che «L’odierno rinvio dell’Italia alla Corte di Giustizia dell’Ue dovrebbe essere un campanello d’allarme per il nuovo Governo italiano; dovrebbe, infatti, individuare tra le sue priorità politiche quelle di mettere in atto una serie di azioni efficaci per combattere l’inquinamento atmosferico. L’elevato costo della salute italiana a causa dell’inquinamento atmosferico è inaccettabile e completamente prevenibile. Si stima che circa 90.000 persone ogni anno muoiano prematuramente a causa dell’esposizione al particolato e all’ozono. Come Medici, pensiamo che il Governo, le Regioni e i Comuni italiani abbiano un’occasione unica: quella di dare la priorità a tutte le misure che saranno benefiche non solo per la qualità della nostra aria, ma anche per affrontare il cambiamento climatico e migliorare la nostra salute in generale».
Andrea Minutolo,  dell’ufficio scientifico di Legambiente, ha ricordato che «Come ribadiamo da anni, non servono misure sporadiche e poco efficaci nella lotta all’inquinamento, ma è urgente mettere in atto interventi strutturali e azioni ad hoc sia a livello nazionale che locale. Le aree urbane devono essere il cuore di questo cambiamento che deve ripartire da un diverso modo di vivere e pensare le città, con investimenti nella mobilità collettiva, nella riconversione sostenibile dell’autotrazione e dell’industria, nella riqualificazione edilizia, nel riscaldamento coi sistemi innovativi e nel verde urbano.Le proposte presentate dal ministero dell’ambiente riguardano diversi settori che vengono trattati in compartimenti stagni e gestiti in maniera disomogenea mentre occorrerebbe integrarle tutte insieme in un Piano Nazionale che fissi già da subito obiettivi e limiti ambiziosi, per la salvaguardia della salute delle persone».
Il responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace Italia, Andrea Boraschi, ha detto che
«Il provvedimento adottato dalla Commissione europea non sorprende nessuno. Era annunciato da tempo e l’Italia ha fatto di tutto o quasi per meritarlo. È la conseguenza lineare dell’inazione dei governi succedutisi negli ultimi anni, e della marginalità delle politiche ambientali e sanitarie nel nostro Paese. L’Italia è indietro su molti fronti, quanto a tutela della qualità dell’aria. Ma certamente quello dei trasporti mostra le maggiori criticità. Abbiamo un livello di motorizzazione significativamente più alto degli altri Paesi dell’Unione, mentre la mobilità sostenibile stenta a crescere. Un sistema che si basa sul mezzo privato a benzina o gasolio è un sistema patogeno, oltre che antitetico agli accordi sul clima»
Greenpeace ricorda che «Oltre al PM10, in Italia resta da affrontare seriamente il grave impatto causato dal biossido di azoto, un inquinante tipico del settore trasporti e dei diesel in particolare. Questo inquinante, in Italia, è responsabile di oltre 17 mila morti premature l’anno e sul biossido di azoto è aperta una ulteriore procedura di infrazione contro l’Italia. Il nostro Paese ha rappresentato negli ultimi anni uno dei mercati più floridi per le auto a gasolio, mentre la penetrazione della mobilità elettrica è molto più bassa rispetto ai Paesi del nord Europa. Secondo l’organizzazione ambientalista è ragionevole attendersi che, in assenza di provvedimenti radicali da parte dei prossimi esecutivi, anche la procedura d’infrazione per il biossido d’azoto possa concludersi con un deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia».
Per Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente «Il deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia Europea per tre gravi emergenze ambientali del nostro Paese, smog, rifiuti radioattivi e xylella, non è purtroppo una sorpresa. L’inefficacia dell’azione, oggi confermata anche dalla valutazione della Commissione europea, non solo mette in pericolo la salute dei cittadini e dell’ambiente, ma ora c’è il rischio concreto di pagare pesanti multe per queste inadempienze. Siamo di fronte a tre sfide che il prossimo Governo deve assolutamente affrontaresenza tentennamenti, a partire da un Piano nazionale contro lo smog, che fissi subito obiettivi ambiziosi, e con l’approvazione del programma nazionale di gestione dei rifiuti radioattivi».....
Su  Greenreport l'articolo integrale

16 maggio 2018

L'inquinamento aumenta l'infertilità agendo sul DNA

L'inquinamento aumenta l'infertilità agendo sul DNA
Tratto da msn.com/
Si sa da tempo che l'inquinamento è una delle cause principali dell'aumento dell'infertilità maschile, in quanto esso agisce sulla vitalità degli spermatozoi e sulla loro mobilità. Un recente studio, di un gruppo di ricercatori italiani, ha però scoperto che alcuni inquinanti atmosferici modificano persino la struttura del DNA; cosicché il problema non riguarda unicamente i soggetti esposti, che rischiano di risultare più vulnerabili ad alcune patologie, ma anche le future generazioni. 
© Thinkstockphotos L'inquinamento aumenta l'infertilità agendo sul DNA
Per giungere a questa scoperta, gli scienziati italiani - coordinati da Luigi Montano, uro-andrologo dell'Asl di Salerno e presidente della Società Italiana di Riproduzione Umana - hanno misurato i livelli di inquinamento atmosferico, benzene e particolato PM10 e PM2.5, in aree gravemente inquinate: ad esempio Taranto e la Terra dei Fuochi, o l'area a cavallo tra le province di Napoli e di Caserta. Dopodiché hanno messo a raffronto i dati ottenuti con i livelli di frammentazione del DNA spermatico di oltre 300 volontari. Ne è emerso che tale frammentazione risulta significativamente aumentata nelle zone più inquinate come Taranto e la Terra dei Fuochi, con un +30per cento, rispetto alle aree di controllo Palermo e Salerno.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Environmental Toxicology and Pharmacology, apre una nuova pagina in un filone di ricerca che ha già dato risultati importanti non solo in Italia: un recente studio cinese conferma infatti gli effetti dell'inquinamento sulla morfologia degli spermatozoi, mentre un gruppo di ricercatori canadesi ha dimostrato gli effetti dell'inquinamento sul DNA; ma solo lo studio italiano è riuscito ad aprire uno scenario così preoccupante, mostrando come polveri sottili e altri inquinanti possano modificare l'espressione di molti geni aprendo la strada a varie patologie.
E' già da alcuni anni che Montano studia gli spermatozoi, particolarmente sensibili all'inquinamento, come marker di esposizione ambientale; trasformando così gli studi sulle cause dell'infertilità in un efficace strumento di monitoraggio, sorveglianza e prevenzione in aree a rischio. In questo modo è nato il progetto EcofoodFertility, che è partito da Acerra e oggi coinvolge diverse istituzioni ed università italiane e europee, con l'obiettivo principale di svolgere funzione di prevenzione.

Taranto:Conferenza nazionale su clima, inquinamento atmosferico e salute, la prima giornata

Tratto da Corriere di Taranto

Conferenza Nazionale su clima, inquinamento atmosferico e salute, in programma oggi e domani a Taranto

«Le città devono essere origine di una rivoluzione culturale e per questo il cambiamento non può che iniziare dalla scuola. Taranto paradigma di inquinamento, grazie all’operato dei medici per l’ambiente della sezione Isde Taranto, si trasforma in un laboratorio di osservazione, studio e ricerca da parte degli studenti che mirano allo sviluppo di modelli in cui l’interesse collettivo e il rispetto dell’ambiente occupano una posizione privilegiata». Lo ha detto Maria Grazia Serra, presidente locale Isde (Medici per l’Ambiente) e organizzatrice della conferenza nazionale su clima, inquinamento atmosferico e salute, che si svolge oggi e domani a Taranto, ed è promossa dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici, dall’Associazione medici per l’ambiente e dall’Ordine dei medici di Taranto, con la collaborazione del Ministero della Salute, il supporto tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità e il patrocinio del Comune di Taranto. La prima giornata, dedicata alle scuole e alle attività didattiche, inizia con un incontro dal titolo «Ambiente, clima e salute. Educare alla responsabilità», nel corso del quale vengono illustrate le iniziative sin qui messe in campo per il progetto-scuola di Isde, con la collaborazione dell’azienda Aboca\Apoteca Natura. A relazionare sono esperti e studenti degli istituti superiori cittadini «Archita», «Aristosseno», «Battaglini», «Cabrini» e «Mondelli» di Massafra. Presente il vicepresidente nazionale Isde, Ferdinando Laghi. La giornata di domani sarà dedicata al modello Rimsa, la Rete italiana dei medici sentinella per l’ambiente, e al lancio della campagna nazionale su clima, inquinamento atmosferico e salute. Una campagna, realizzata con la collaborazione dell’Organizzazione mondiale della sanità, che punta a costruire una strategia di formazione per i medici italiani sulle tematiche della salute correlate all’ambiente e ai cambiamenti climatici. Interverranno, tra gli altri, il presidente nazionale della Federazione Ordine dei medici, Filippo Anelli; il presidente di Isde Italia, Roberto Romizi; Aldo Di Benedetto, dirigente medico della Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute; e Samantha Pegoraro per l’Organizzazione mondiale della sanità.
ANSA

15 maggio 2018

Per lo Smog in gravidanza, bebè è a rischio di pressione alta

Tratto da Ansa

Smog in gravidanza, bebè è a rischio di pressione alta

Studio su effetti indiretti inquinamento sulla salute

Smog in gravidanza, bebè è a rischio di pressione alta © Ansa
L'esposizione a inquinamento durante l'ultimo trimestre di gravidanza mette il bebè più a rischio di soffrire di pressione alta durante l'infanzia. Lo rivela una ricerca condotta su quasi 1300 donne e i rispettivi bambini e pubblicati sulla rivista Hypertension da Noel Mueller, epidemiologa della Johns Hopkins University Bloomberg School of Public Health a Baltimora.
    In passato diversi studi hanno dimostrato un ruolo diretto dell'inquinamento atmosferico sulla salute cardiovascolare di adulti e bambini con aumento di rischio di pressione alta per chi vive in aree molto inquinate.
    Questo è tra i primi studi ad indagare il ruolo indiretto dello smog sulla salute del nascituro. Il livello di esposizione a particolato fine (particelle inquinanti rilasciate ad esempio dai tubi di scarico delle vetture) delle gestanti è stato stimato in base ai rilevamenti delle centraline nella zona di residenza di ciascuna donna.
    La salute cardiovascolare dei bambini è stata monitorata dai 3 ai 9 anni con visite periodiche. Ebbene è emerso che i figli di coloro che erano state esposte a alti livelli di inquinamento (ma entro i valori limite oggi stabiliti dalle autorità competenti) nell'ultimo trimestre di gravidanza hanno il 61% di rischio in più di ipertensione rispetto ai coetanei le cui madri sono state esposte a bassi livelli di inquinamento in gravidanza. (ANSA).
   

14 maggio 2018

Inquinamento dell’aria, OMS: ingenti gli impatti sulla salute ( Eticasgr)

Inquinamento dell’aria, OMS: ingenti gli impatti sulla salute

 Tratto da Eticasgr

Enormi gli impatti sulla salute derivanti dall’inquinamento atmosferico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha elaborato una stima che fa tremare i polsi: sette milioni di morti l’anno.
Secondo gli esperti dell’Oms, il 90% della popolazione mondiale respira una qualità dell’aria troppo degradata, con valori medi superiori a quanto raccomandato per salvaguardare la salute.

Le conseguenze dell’inquinamento dell’aria per la saluteInquinamento città

Il rapporto annuale 2016 dell’Oms è basato sui dati di 4.300 città in 100 Paesi, relativi alle diverse fonti di inquinamento: da quello atmosferico, con i tassi di polveri sottili e ultrasottili, a indoor, causato dall’utilizzo di stufe a carbone o a legna per cucinare e riscaldare gli ambienti.
Questi livelli di inquinamento dell’aria sono, secondo i professionisti dell’Oms, la causa del 24% di tutte le morti per attacco cardiaco, del 25% degli ictus letali, del 43% delle morti per malattie polmonari ostruttive e del 29% dei tumori al polmone.
Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, mette all’indice un aspetto che deve far rabbrividire: il 7% dei decessi per aria inquinata riguarda bambini e ragazzi sotto i 15 anni. «L’inquinamento dell’aria minaccia tutti, ma i più poveri e i più marginalizzati sopportano il peso maggiore. È inaccettabile che più di 3 miliardi di persone nel mondo, la maggior parte donne e bambini, stiano ancora respirando fumi tossici ogni giorno dall’uso di stufe a casa».

I livelli di inquinamento per Paese

A livello di aree geografiche il Sud Est asiatico e il Pacifico Occidentale pagano il conto più salato (con più di due milioni di morti l’anno causati dall’inquinamento). L’Europa però non può certo ridere: secondo l’Oms sono infatti circa 500mila i cittadini europei che ogni anno si spengono per cause legate alle implicazioni dell’aria inquinata.
Dati aria inquinata
 Inquinamento dell' aria il Killer silenzioso
Non solo. Il rapporto dell’Oms sottolinea un importante aspetto. Le grandi città evidenziano le percentuali peggiori di aria inquinata e non fanno eccezione quelle europee.
È stato calcolato che gli abitanti delle città europee perdono in media dai 2 ai 24 mesi di vita per colpa dello smog. «Molte delle mega città del mondo superano i livelli indicati dalle linee guida dell’Oms per la qualità dell’aria di oltre cinque volte e questo rappresenta un rischio grave per la salute», puntualizza Maria Neira, uno degli autori del rapporto per l’Oms.

Le grandi sfide dell’inquinamento

«Se non agiamo subito non raggiungeremo mai l’Obiettivo di uno Sviluppo Sostenibile» sottolinea Tedros Adhanom Ghebreyesus.
L’Obiettivo n.3 delle Nazioni Unite “Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età” richiede infatti che, entro il 2030, vengano ridotte sostanzialmente il numero di decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose e da contaminazione e inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo.
A questo proposito vale la pena ricordare che è stato stimato che riducendo il particolato da 70 a 20 microgrammi per metro cubo, come stabilito nelle nuove Linee guida, si potrebbe raggiungere un traguardo di assoluto rilievo: un calo del 15% della mortalità per cause legate all’inquinamento. Non solo. Agendo sulla riduzione dei livelli di inquinamento, si determinerebbero le condizioni per una drastica contrazione dell’incidenza delle malattie dovute a infezioni respiratorie, delle malattie cardiache e dei tumori al polmone. Senza trascurare il fatto che la diminuzione dell’inquinamento atmosferico avrebbe un altro importante beneficio per l’ambiente e la sostenibilità: un calo nelle emissioni di gas che influiscono sui cambiamenti climatici.
Continua  a leggere su Eticasgr

Alcune immagini tratte dal soprastante video 
WHO:Breathelife
Come l' inquinamento dell' aria impatta sul tuo corpo 





13 maggio 2018

I dati dell'OMS sull’inquinamento dell’aria

Tratto da Il Blog di Beppe Grillo

I dati OMS sull’inquinamento dell’aria

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha diffuso la mappatura dei livelli di inquinamento nelle città di tutto il mondo, uno studio che rappresenta un chiaro invito ad agire per eliminare la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Si tratta della più completa mappatura dei livelli di inquinamento delle città a livello globale disponibile ad oggi.

“I dati mostrano che la dipendenza dall’energia sporca rappresenta un rischio per la salute a livello globale: 9 persone su 10 sono esposte a livelli di inquinamento dell’aria pericolosi per la salute e l’inquinamento dell’aria è responsabile ogni anno di milioni di morti premature” dichiara Andrea Boraschi, responsabile campagna Trasporti Greenpeace Italia.
“L’aumento dell’utilizzo di carbone, petrolio e gas nel 2017, che implica non solo una crescita delle emissioni di CO2 ma anche quella delle emissioni di sostanze inquinanti nell’atmosfera, rappresenta un grave rischio per la salute delle persone e necessita di un’azione immediata. Per assicurare aria pulita per tutti e salvare vite umane, i governi devono stabilire con urgenza scadenze improrogabili e piani d’azione per raggiungere gli obiettivi di qualità dell’aria. Per raggiungerli è necessaria una transizione veloce a fonti di energia pulite e trasporti sostenibili” conclude Boraschi.
Il rapporto dell’OMS ha evidenziato che:
– A livello globale, 15 fra le 20 città maggiormente inquinate sono in India, mentre 16 delle città maggiormente inquinate nell’Unione europea si trovano in Polonia. L’India, uno dei paesi maggiormente colpiti dagli impatti dell’inquinamento dell’aria sulla salute, sta mettendo a punto un piano nazionale, ma mancano ancora degli obiettivi precisi.
– Nel 70 per cento delle città per cui sono disponibili dati, i livelli di inquinamento da polveri sottili (PM2.5) superano le linee guida dell’OMS, con l’80 per cento delle città dell’Unione Europea e il 96 per cento dei Paesi in via di sviluppo che soffrono a causa dei livelli di inquinamento troppo elevati......
Leggi tutto su Il Blog di Beppe Grillo

12 maggio 2018

Inquinamento da navi e TIR : si muove il Presidente dell' Ordine dei Medici Dottor Luca Corti .

Tratto da Ninin

Inquinamento da navi e TIR : si muove l'Ordine dei Medici

L’Ordine dei Medici interviene nel dibattito sull'inquinamento portuale, con una lettera inviata ad Autorità portuale, Comune e Regione

Il presidente dell'Ordine Luca Corti ha inviato la lettera alle istituzioni mercoledì: i medici si dicono preoccupati per i fumi che navi da crociera e mezzi pesanti immettono nell’aria di Savona e Vado.
«Siamo preoccupati - dice Corti alla Stampa - dalle segnalazioni che ci arrivano dai nostri pazienti. Abbiamo chiesto dati e numeri che ci consentano di capire meglio la situazione per contribuire a trovare soluzioni».
L’Ordine ha anche chiesto formalmente di «essere invitato a partecipare all’incontro, chiesto dal sindaco, per la stesura di un piano integrato città-porto» che dovrebbe coinvolgere anche Capitaneria, armatori, Arpal, Asl e comitati cittadini.
Finalmente, pare che qualcosa si stia muovendo, sul fronte fumi. Ma non abbassiamo la guardia.
Immagine tratta da il secolo XIX oggi in edicola 

10 maggio 2018

Taranto Conferenza Nazionale sul tema: Clima, Inquinamento atmosferico e Salute 15 e 16 maggio 2018

    A Taranto Conferenza Nazionale sul tema: Clima, Inquinamento atmosferico e Salute promosso da Associazione Medici per l’Ambiente, Ordine medici Taranto,                               
                              Tratto da Isde 
     
    Un recente studio internazionale indica l’Italia tra i paesi al mondo a più alto rischio di mortalità per ondate di calore. I cambiamenti climatici generano pericoli per i volumi e la qualità delle produzioni agricole, per la sicurezza alimentare e idrica, per l’equilibrio degli ecosistemi, per la biodiversità e per la salute pubblica. Agiscono anche come amplificatore delle criticità socio-economiche già esistenti, con conseguenze che vanno dall’aggravamento degli effetti di disuguaglianze e iniquità alle ondate migratorie.
    L’inquinamento è secondario a processi di combustione contribuisce in maniera consistente alle modificazioni climatiche ed ha raggiunto a livelli di allarme nella maggior parte delle principali città italiane, a causa della frequenza e dei livelli di superamento dei limiti di sicurezza raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Alle già numerose conseguenze sanitarie dirette e indirette dei cambiamenti climatici si devono aggiungere gli effetti sanitari negativi degli inquinanti atmosferici, che causano non solo malattie cardiovascolari, bronco-pneumopatie e tumori ma anche malattie della gravidanza e del periodo perinatale, patologie cronico-degenerative metaboliche e neurologiche che hanno ormai raggiunto un livello epidemico di diffusione. Ogni anno, in Italia, più di 30mila morti sono attribuibili al solo inquinamento atmosferico e la pur significativa riduzione delle emissioni registrata negli ultimi dieci anni non sempre si è tradotta in una efficace diminuzione delle esposizioni, soprattutto nelle aree del paese caratterizzate da variabili geografiche, industriali, urbanistiche e meteo-climatiche sfavorevoli.
    Per questi motivi la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, l’Associazione Medici per l’Ambiente e l’Ordine dei Medici di Taranto, con la collaborazione del Ministero della Salute, il supporto tecnico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e il patrocinio del Comune di Taranto hanno organizzato la Conferenza Nazionale su clima, inquinamento atmosferico e salute, in programma i prossimi 15 e 16 maggio a Taranto.
     Continua su Isde

09 maggio 2018

ISDE: “Pesticidi dannosi per l’ambiente e la salute non possono essere imposti per legge."

Tratto da greennews.info
maggio 9, 2018
Pubblichiamo  il comunicato diffuso da ISDE, l’associazione italiana dei Medici per l’Ambiente, in riferimento al provvedimento di legge del Min. Martina per il trattamento della Xylella che ha colpito gli ulivi della Puglia.
Il recente decreto legge del Ministro Maurizio Martina avente per oggetto “Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione di Xylella fastidiosa nel territorio della Repubblica Italiana” (GU del 6 aprile 2018) impone l’utilizzo di pesticidi di riconosciuta dannosità per la biodiversità, per la sicurezza alimentare e per la salute, violando apertamente i principi di prevenzione e precauzione, i diritti degli agricoltori e delle popolazioni potenzialmente esposte e danneggiando le tante imprese che hanno investito con convinzione nei metodi biologici di coltura come unica forma sostenibile di agricoltura.
Il decreto obbliga, nelle aree affette da xylella fastidiosa, all’uso, tra Marzo e Aprile, di erbicidi. Si ricorda che l’erbicida più estesamente utilizzato è, ovunque, il glifosato, del quale ISDE ha già denunciato i gravi rischi anche promuovendo recentemente un appello internazionale....
Per imposizione di legge, dunque, per la maggior parte dell’anno gli agricoltori salentini saranno obbligati a contaminare suolo, acqua e prodotti agricoli, a compromettere gravemente la biodiversità in un’area a rischio desertificazione, a correre rischi sanitari insieme alle loro famiglie e a farli correre a chi consuma i loro prodotti.
I legislatori avrebbero dovuto chiedersi se un utilizzo così pesante di sostanze tossiche e il prezzo che questo potrebbe comportare in termini ambientali e, di conseguenza, sanitari, potranno mai essere effettivamente utili ad eradicare o anche solo a limitare la xylella in un’area molto vasta, nella quale questo batterio è già da tempo endemico e nella quale si utilizzano già ora quantità molto elevate di pesticidi.
Ma ancor prima, dal punto di vista della tutela della salute pubblica e dell’ambiente, avrebbero dovuto chiedersi quanto etico possa essere imporre per legge obblighi di questo genere, quanto tutto questo costerà alla Puglia ed ai pugliesi e quanto tempo ci vorrà a pagare il conto. 
Leggi tutto su greennews.info

Aria inquinata Smog, l’Italia dovrebbe essere deferita la settimana prossima alla Corte europea

Tratto da Rainews 
Aria inquinata Smog, l’Italia sarà deferita la settimana prossima alla Corte europea 
Dovrebbe essere adottato il 9 maggio il provvedimento già rimandato più volte, che riguarda anche altri 5 paesi, per il superamento costante dei limiti di Pm10 -
 

 La settimana prossima l'Italia e altri cinque Paesi, tra cui Germania, Francia e Gran Bretagna, potrebbero essere deferiti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per aver violato le norme europee antismog. La decisione, che per quanto riguarda l'Italia dovrebbe riferirsi al superamento dei limiti di Pm10, è attesa da molti mesi ma è stata rimandata più volte. Questa volta però sembra proprio che il collegio dei commissari abbia deciso di adottare il deferimento già mercoledì 9, per poi annunciarlo ufficialmente giovedì 17 maggio.

Da questo procedimento giudiziario, l’Italia rischia di essere condannata a pagare una sanzione forfettaria da un miliardo di euro, oltre ad ulteriori sanzioni economiche in proporzione all’ulteriore durata della violazione delle norme europee. La soglia media annuale per il particolato Pm10, le cosiddette “polveri sottili” legate alle emissioni delle automobili, in particolare di vecchia generazione, ma anche agli impianti di riscaldamento e a molti impianti industriali, è di 40 microgrammi per metro cubo (annuale) e di 50 microgrammi/metro cubo (giornaliera). - 

In Italia, i superamenti avvengono in tutta la Pianura padana (Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia e Veneto), a Roma e a Napoli. In queste aree, negli ultimi anni, si è arrivati a circa 100 giorni di superamento del limite massimo giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo, il triplo della “soglia di tolleranza” legata alla salute umana, che sarebbe di 35 giorni all'anno. ....