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23 febbraio 2018

Ansa:M'ILLUMINO DI MENO, IL DECALOGO PER SALVARE LA TERRA COMINCIA DA NOI

M'ILLUMINO DI MENO, IL DECALOGO PER SALVARE LA TERRA COMINCIA DA NOI

555 mln di passi per risparmiare energia, 14 anni campagna Radio2 Caterpillar



Tratto da Ansa 
Dalla Terra alla Luna, 555 milioni di passi necessari da raggiungere grazie a migliaia di adesioni in Italia e all'estero, dagli Usa alla Thailandia, dal Messico all'Australia, di cittadini, istituzioni, aziende, scuole. E' l'obiettivo della 14/a edizione di 'M'Illumino di Meno', la grande campagna di sensibilizzazione sui temi degli stili di vita sostenibili, promossa dalla storica trasmissione del pomeriggio di Radio2, Caterpillar, per il 23 febbraio, la 'Giornata del risparmio energetico'.

Al centro di un'iniziativa diventata nel tempo coinvolgente e popolare c'è il risparmio inteso non come sacrificio ma come 'pride', orgoglio dell'ottimizzazione intelligente e del rispetto del pianeta.....

Ecco il decalogo di ‘M’Illumino di Meno’, per cominciare subito da noi stessi:
1. spegnere le luci quando non servono.
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici.
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria.
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola.
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre.
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria.
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne.
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni.
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni.
10. utilizzare l’automobile il meno possibile, condividerla con chi fa lo stesso tragitto. Utilizzare la bicicletta per gli spostamenti in città.

22 febbraio 2018

L'efficienza energetica salva vite umane, evita enormi costi sanitari


Tratto in traduzione simultanea da nrcd

L'efficienza energetica salva vite umane, evita enormi costi sanitari


Misure di efficienza energetica realistiche e di buon senso potrebbero aiutare a salvare sei vite americane ogni giorno ed evitare fino a $ 20 miliardi di danni alla salute ogni anno.Questo è il punto di partenza di un nuovo rapporto dell'American Council per un'economia ad alta efficienza energetica (ACEEE) e dei Medici per la responsabilità sociale (PSR), che si proponeva di rispondere a una semplice domanda: come la nostra salute potrebbe avere  dei vantaggi  se ogni stato e città principale di tutto il paese riducesse  il consumo annuo di elettricità del 15%?
Le centrali elettriche che bruciano carbone, petrolio o gas naturale rilasciano piccole particelle che possono penetrare in profondità nei nostri polmoni (particolato fine), gas che irritano i nostri sistemi respiratori (come il biossido di zolfo) e gas che interagiscono con la luce solare per formare uno smog pericoloso ( ossido d'azoto). Questo inquinamento è stato collegato a una serie di gravi danni alla salute, tra cui attacchi di asma, attacchi di cuore e cancro ai polmoni.
L'efficienza energetica aiuta a ridurre le emissioni di particolato fine (PM2,5), minuscole particelle di inquinamento che possono essere inalate in profondità nei nostri polmoni.
US Environmental Protection Agency
La buona notizia è che rendere le case e le imprese più efficienti dal punto di vista energetico è un modo economicamente efficace per evitare l'inquinamento causato dalle centrali elettriche e l'inquinamento derivante dall'uso di gasolio da riscaldamento e gas naturale all'interno delle abitazioni. Un uso più intelligente dell'energia significa che non dobbiamo generare il massimo per alimentare le nostre case e le nostre attività.
Utilizzando modelli disponibili pubblicamente dall'Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti, ACEEE e PSR hanno rilevato che la riduzione del consumo di elettricità del 15% nazionale per un solo anno potrebbe ridurre l'inquinamento da particolato dell'11 percento, il 18 percento di ossidi di azoto e il 23 percento di inquinamento da biossido di zolfo. Il denaro risparmiato sui costi sanitari - soprattutto grazie a un minor numero di decessi  di adulti - potrebbe pagare i premi annuali dell'assicurazione sanitaria per quasi 3,6 milioni di famiglie .

Vantaggi per gli stati del carbone

Gli Stati che usano molto carbone per generare elettricità, o che si trovano vicino agli Stati del carbone, vedrebbero alcuni dei più importanti benefici per la salute derivanti dall'aumento dell'efficienza energetica. In questi primi 10 stati, i benefici per persona variavano da $ 98 all'anno a $ 184 all'anno....

Come potremmo arrivare al 15 percento?

Il rapporto ha rilevato che molti stati hanno già adottato misure per ridurre il consumo di energia del 15% o più. Tuttavia, esistono ancora molte opportunità non sfruttate a tutti i livelli di governo.....

Ancora più vantaggi

È importante sottolineare che i numeri di rapporto non catturano i benefici per la salute totali di aumentare l'efficienza energetica.
Per prima cosa, gli autori hanno anche scoperto che una maggiore efficienza energetica potrebbe ridurre l'inquinamento da biossido di carbonio del 14 percento, ma non ha provato a quantificare i benefici per la salute associati. Il cambiamento climatico causato dall'inquinamento da carbonio porta una vasta gamma di danni alla salute, tra cui malattie legate al calore e morti , la miriade di pericoli di condizioni meteorologiche più estreme e interruzioni dei servizi sanitari ......

L'efficienza energetica funziona

I risultati del rapporto ACEEE-PSR non sono solo ipotetici: l'efficienza energetica sta già aiutando gli americani di tutti i giorni a condurre una vita più sana. Continua qui 

21 febbraio 2018

L’OCSE chiede di aumentare le tasse sulle emissioni

Tratto da rinnovabili.it

L’OCSE chiede di aumentare le tasse sulle emissioni
Tra il 2012 e il 2015, i paesi OCSE non hanno fatto praticamente nulla per introdurre tasse sulle emissioni capaci di avviare la transizione energetica


emissioni


Troppo basse le attuali tasse sulle emissioni


(Rinnovabili.it) – Mentre in Italia la campagna elettorale vede i candidati fare a gara sui tagli alle imposte, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) chiede di aumentarle. Almeno sui grandi inquinatori, visto che ad oggi sono sostanzialmente liberi di inquinare. 
Nella sua nuova relazione dal titoloTaxing Energy Use 2018“, l’organizzazione ha incoraggiato i leader dei paesi aderenti a tassare le emissioni di CO2 in modo più aggressivo. Gli attuali livelli di tassazione, infatti, non sono sufficienti a combattere efficacemente il cambiamento climatico. Nello studio, l’OCSE dichiara che sono stati pochi i cambiamenti nei livelli di tassazione dell’energia tra il 2012 e il 2015, e che solo lo 0,3% delle emissioni è tassato equamente rispetto ai costi ambientali.

Nel documento si dimostra anche che le imposte sul carbone sono molto rare, anche se questo combustibile fossile rappresenta quasi il 50% delle emissioni di carbonio nei 42 paesi oggetto dell’analisi. Solo in cinque di essi la produzione di energia dal carbone supera i 5 euro per tonnellata di CO2 emessa.
Continua su rinnovabili.it/

La commissione Energia del Parlamento Ue :stop alle sovvenzioni alle centrali a carbone

Energia, Eurocamera: stop alle sovvenzioni alle centrali a carbone

Tratto da Europa today

Energia, Eurocamera: stop alle sovvenzioni alle centrali a carbone

La commissione Energia del Parlamento Ue ha proposto restrizioni agli incentivi alle fonti fossili. Che in Italia rappresentano ogni anno una spesa di 10,5 miliardi. Esulta Greenpeace
Energia, Eurocamera: stop alle sovvenzioni alle centrali a carbone
Il Parlamento europeo prova a fermare le fonti fossili. Oggi, gli eurodeputati hanno approvato una serie di misure per la riforma del mercato energetico che introducono forti restrizioni alle controverse sovvenzioni degli Stati membri alle centrali fossili, principalmente a carbone. Per la precisione, la commissione Energia chiede che il cosiddetto "capacity mechanism", ossia i sussidi alle centrali fossili per rimanere in stand-by, sia consentito solo come "ultima risorsa" e rigorosamente regolamentato. 

100 miliardi di incentivi all'anno

Per capire l'impatto della proposta, basta guardare a quanto oggi costano questi sussidi alle tasche degli europei: l'Italia spende ogni anno 10,5 miliardi, la Germania 45, la Francia intorno ai 24 miliardi, la Spagna 20. Solo questi quattro paesi, a conti fatti, destinato direttamente e indirettamente circa 100 miliardi di euro alle fonti inquinanti. La proposta del Parlamento è in linea, con la richiesta della Commissione europea di fermare entro il 2025 gli incentivi alle centrali in stand-by che emettono oltre 550 g di anidride carbonica per kilowattora. 

Le altre proposte

Per far fronte ai rischi legati a eventuali cali di energia elettrica, i paesi Ue dovranno ricorrere in prima battuta ad un aumento dell'utilizzo di energie rinnovabili, efficienza energetica e interconnessioni. La commissione Energia del Parlamento europeo ha sostenuto anche un'altra proposta della Commissione che mira a favorire i cittadini che vogliono produrre in casa la propria energia. Si prevede infatti la priorità di dispacciamento per l'energia prodotta da piccoli impianti rinnovabili, che avranno la precedenza in rete rispetto a quella prodotta da carbone o nucleare. 
Adesso, la palla passa agli Stati membri. Se la proposta sarà accettata, paesi come l'Italia che già prevedono l'adozione di questo sistema, dovranno rivedere i propri piani di incentivi alle fonti fossili. Ma le premesse non sono le migliori: il Consiglio Ue, che riunisce i paesi membri, si è già opposto alla proposta sull'autoproduzione di energia da piccoli impianti. Si vedrà.

Esulta Greenpeace

Intanto, le ong ambientaliste esultano. “Oggi il buon senso ha vinto sulla lobby fossile - commenta Luca Iacoboni, responsabile energia e clima di Greenpeace Italia - Mentre molti governi stanno cercando di sostenere con enormi sussidi le compagnie energetiche obsolete e ormai al fallimento, il Parlamento europeo riconosce l'importanza delle rinnovabili affermando che il denaro dei contribuenti non può più essere speso per vecchie e inquinanti centrali a carbone, gas o nucleare. La riforma energetica in discussione a Bruxelles deve rappresentare un investimento per il futuro dei cittadini: quelli che lo desiderano, e sono milioni, devono poter produrre la propria energia”.

19 febbraio 2018

Salute: fertilità maschile dimezzata, 60% casi colpa degli inquinanti

Salute: fertilità maschile dimezzata, 60% casi colpa di inquinanti
Roma, 19 feb. (AdnKronos Salute) - Le cause di infertilità non sono legate solo a fattori genetici o all’età, ma hanno grande rilevanza anche quelle di natura esterna come l'alimentazione, l'inquinamento, l'alcol e il fumo. Ma i rischi sono molto alti anche a causa di particolari posizioni geografiche e di stili di vita e mestieri o attività esercitate. Basti pensare che il numero degli spermatozoi presenti nel liquido seminale, negli ultimi 30 anni, si è dimezzato. Questo pericoloso trend è, nel 60% dei casi, causato dall’esposizione ad agenti inquinanti. Un ulteriore ostacolo per le coppie che cercano una gravidanza con le tecniche di fecondazione assistita.
A fotografare il trend sono gli esperti che sabato 24 febbraio, alla Leopolda a Firenze, si ritroveranno in occasione del primo congresso nazionale sulla Procreazione medicalmente assistita, organizzato da Luca Mencaglia, medico specialista in Ginecologia e ostetricia e presidente della Fondazione Pma Italia. Gli uomini - sottolineano gli specialisti - vengono colpiti soprattutto delle polveri sottili, le cosiddette pm10. Le donne invece sono più soggette a un abuso o un uso poco attento di alcuni farmaci, come l’ibuprofene, un noto antinfiammatorio.
Ma ci sono anche elementi di tossicità che interessano entrambi i sessi: ad esempio, negli alimenti o nelle bevande possono essere presenti sostanze altrettanto dannose, a partire dalla stessa plastica che quotidianamente viene usata nel confezionamento. L’inquinamento gioca un ruolo fondamentale in termini di fertilità. La plastica delle bottiglie di acqua minerale, ad esempio, se lasciata al sole nei magazzini, rilascia sostanze che sono a base di estrogeni sintetici, minacciando quindi la fertilità maschile. Ci sono poi altri fattori già conosciuti, come fumo e alcol.Leggi tutto qui 

18 febbraio 2018

Le organizzazioni europee per la salute chiedono azioni urgenti per l’inquinamento atmosferico

Tratto da Salute Globale

Le organizzazioni europee per la salute chiedono azioni urgenti rispetto all’inquinamento atmosferico

Bruxelles, 13 febbraio – Nel corso di un briefing tenutosi a Bruxelles, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l’Alleanza per la salute e l’ambiente (HEAL) hanno invitato i responsabili politici dell’UE e di tutta la regione europea a intraprendere azioni più forti per combattere l’inquinamento atmosferico a beneficio dei cittadini; il miglioramento della qualità dell’aria offre un’enorme opportunità di salute in Europa.
L’inquinamento dell’aria, infatti, continua a essere il più grande rischio per la salute umana con 6,5 milioni di morti premature in tutto il mondo ogni anno, uccidendo più della Malaria e dell’HIV insieme.
Nell’UE le cifre mostrano che una cattiva qualità dell’aria porta a 399.000 morti premature l’anno.
Secondo la Commissione europea, questo numero è circa 15 volte più alto dei morti causati da incidenti stradali. Troppo spesso i politici europei rimandano le azioni per un’aria più pulita – nonostante gli impegni politici dell’UE, compresa la direttiva sulla qualità dell’aria – le misure per ripulire l’aria a livello nazionale e locale sono state inadeguate.
L’Europa ha ancora una lunga strada da percorrere per raggiungere livelli di qualità dell’aria veramente protettivi per la salute.
“L’inquinamento atmosferico causa malattie non trasmissibili; come malattie cardiovascolari, ictus, malattie polmonari ostruttive croniche e cancro ai polmoni. Aumenta anche il rischio di infezioni respiratorie acute. L’’inquinamento atmosferico non conosce frontiere e mette tutti a rischio, le persone più vulnerabili – donne incinte, bambini, anziani, persone già malate o povere – sono particolarmente colpite “, ha spiegato la dott.ssa Maria Neira, Director of WHO Department of Public Health, Environmental and Social Determinants of Health.
“Ma la buona notizia su questa terribile situazione è che la consapevolezza all’interno dell’opinione pubblica e dei responsabili politici sta aumentando, sempre più Comuni monitorano la qualità dell’aria e intraprendono azioni per migliorarla. Dovrebbe essere data priorità a quelle misure che non solo miglioreranno la qualità dell’aria, ma affronteranno anche i cambiamenti climatici e miglioreranno la salute dei cittadini in generale “.
Anche l’Associazione Medici per l’Ambiente era presente all’incontro ed ha potuto ( grazie soprattutto al lavoro della Dott.ssa Antonella Litta) sensibilizzare gli altri attori presenti, Istituzionali e non, su una problematica poco analizzata, ma dal grande impatto sull’ambiente e sulla salute umana: il traffico aereo come fattore di inquinamento ambientale e danno alla salute.
di Francesco Romizi

16 febbraio 2018

Appello dell’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia in occasione delle elezioni del 4 marzo 2018


Tratto da Isde

ISDE ITALIA SI RIUNISCE…. PER UN AMBIENTE SALUBRE E PULITO IN ITALIA

Nelle giornate del 9-10-11 Febbraio a Sansepolcro (AR), nella suggestiva cornice dell’ Azienda Agricola “Aboca”, si sono svolte le riunioni di vari organi dell’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia.
I presenti, in sessioni parallele, hanno affrontato i diversi temi all’ordine del giorno: attività svolte e in programma, sviluppo e rafforzamento della collaborazione con Enti ed Istituzioni, attività formative rivolte ai soci, promozione della Rete dei Medici Sentinella dell’Ambiente (RIMSA) e diffusione del Progetto “Ambiente è salute – parliamone a scuola”.
E’ emersa la necessità di un forte impegno nell’advocacy in relazione agli effetti dell’inquinamento ambientale e dei cambiamenti climatici sulla salute dell’uomo e del pianeta.

Di fronte a situazioni di inquinamento ambientale con importanti effetti negativi sulla salute degli individui e delle comunità (come nelle realtà della Terra dei Fuochi e di Taranto, Torino, Vicenza, ecc.), nel ribadire con forza come sia necessario privilegiare politiche di prevenzione primaria ambientale e sanitaria, ISDE Italia ritiene che sia importante ricercare una stretta collaborazione tra agenzie governative, società civile e comunità scientifica. Ritiene inoltre indispensabile realizzare iniziative rivolte alla formazione e all’aggiornamento dei medici, degli altri operatori della salute e dell’ambiente, di ogni professione intellettuale e dei cittadini . Reputa inoltre fondamentale promuovere forme di partecipazione alla didattica con iniziative rivolte all’educazione alla salute nelle scuole (Progetto “Ambiente è salute – parliamone a scuola”).
L’impegno deve essere massimo e orientato alla promozione di una società sostenibile ed integrale dove tutti si sentano responsabilmente coinvolti in un radicale mutamento delle abitudini e dei costumi, per il futuro dell’ umanità.
A questo fine ISDE Italia si appella altresì a tutte le forze politiche affinché il binomio Ambiente-Salute sia uno dei punti fondamentali dei programmi elettorali per un concreto impegno rivolto al superamento delle molteplici criticità oggi presenti e indirizzato verso scelte ed azioni per un futuro di salute, di benessere e di equità con le proposte elaborate in vista delle elezioni del 4 marzo 2018. Leggi il documento Isde integrale

15 febbraio 2018

LA FRANCIA ANNUNCIA LA CHIUSURA DI TUTTE LE CENTRALI A CARBONE AL 2021

La Francia chiuderà tutte le centrali elettriche a carbone entro il 2021. Ad annunciare questa accelerazione rispetto ai piani del suo predecessore all’Eliseo Francois Hollande, che aveva fissato lo stesso obiettivo ma entro il 2023, è stato il presidente francese Emmanuel Macron, nel corso dell’intervento che ha tenuto in occasione del World Economic Forum di Davos, lo scorso 23 gennaio. Il presidente Macron ha affermato di voler “fare della Francia un modello nella lotta contro il cambiamento climatico“, ponendo la dismissione centrali a carbone al centro del suo piano di riforma dell’economia e delle politiche energetiche.

Dismissione centrali a carbone: una strategia anche politica

Secondo Macron, quello della dismissione delle centrali a carbone a breve termine è un obiettivo che porterà alla Francia dei vantaggi in termini di attrattività e competitività. Perché grazie alla green economy sarà possibile creare nuovi posti di lavoro e attirare l’interesse degli investitori. Una strategia insomma non soltanto in favore dell’ambiente ma anche del benessere economico....

Decarbonizzazione non sufficiente per la lotta ai cambiamenti climatici

Purtroppo non possiamo non essere d’accordo con i toni allarmistici del presidente francese. Perché se è vero che è in atto da qualche anno una decarbonizzazione dell’economia mondiale, grazie anche al costo sempre minore delle energie rinnovabili e a una regolamentazione sempre più stringente sul fronte dell’inquinamento, è altrettanto vero che i risultati raggiunti finora non sono sufficienti per risolvere la questione climatica.

Le centrali a carbone perdono denaro ma mancano le alternative

L’industria del carbone non sta sicuramente vivendo un periodo florido. Secondo alcuni dati diffusi da Carbon Tracker nel suo nuovo rapporto, di cui si è parlato molto anche al World Economic Forum, più della metà dei 619i mpianti a carbone in Ue stanno perdendo denaro. Le perdite sono state stimate in 22 miliardi di euro entro il 2030. D’altro canto però, i piani del settore per chiudere gli impianti e soprattutto per compensare l’energia necessaria con progetti a basso impatto ambientale e che sfruttino le rinnovabili sono troppo lenti e tardivi.

Diossina, effetti sull’ambiente: l’inquinamento di aria acqua e suolo cosa provoca?

Tratto da Nanopress

Diossina, effetti sull’ambiente: l’inquinamento di aria acqua e suolo cosa provoca?

La diossina è tutt'intorno a noi, nell'aria, nell'acqua e nel suolo. E' pericolosa per i suoi effetti inquinanti sull'ambiente, dove occorrono centinaia di anni per degradarla, e per la salute umana. Si accumula nel tessuto adiposo e persino nel latte materno. E' possibile difendersi?
Diossina, effetti sull’ambiente: l’inquinamento di aria acqua e suolo cosa provoca?
Dici diossina e la mente evoca un terribile panorama di inquinamento e malattie. La diossina e gli effetti sull’ambiente che ha, ubiquitari, significano infatti inquinamento di aria, acqua e suolo a lungo termine. Noi non la vediamo, ma questo non modifica il suo status di veleno ambientale. Quelli che constatiamo, però, sono gli effetti sull’ecosistema e sulla salute umana: disfunzioni endocrine che interessano anche le generazioni successive, tumori, disordini immunitari, problemi dermatologici. 
Ma è possibile stare alla larga dalla diossina?
La definiamo al singolare, diossina, ma in realtà, i composti tossici dai disastrosi effetti sull’ambiente ai quali ci riferiamo, quando parliamo di questa sostanza, sono un’intera classe di molecole, più di 200. Al suo interno ne troviamo alcune meno inquietanti e altre, come la famigerata TCDD (2,3,7,8 tetracloro-dibenzo-diossina) decisamente pericolose. Simili e a volte incluse nella definizione, anche se impropriamente, sono i furani e i policlorobifenili.
Tutte le molecole di diossina si classificano come composti organici, ossia contenenti carbonio e altri elementi quali ossigeno e idrogeno, uniti al primo da uno o più legami covalenti. Perché si formi una molecola di diossina occorre un processo combustivo con presenza di cloro e idrogeno, assenza di zolfo e scarso ossigeno. Il cloro entra far parte della molecola ed è il principale responsabile dei suoi effetti nefasti. Queste condizioni si verificano negli inceneritori e nei processi industriali per la produzione in particolare – ma non solo – di ceramiche, cemento, metalli, vetro, carta. Ovviamente, nella parte alta della lista si piazzano gli stabilimenti dove si producono sostanze a base di cloro, come ad esempio molti detersivi.......... Altre fonti generatrici di diossina sono gli incendi, da quelli naturali a quelli, ancor di più, di fabbriche, la combustione delle centrali termoelettriche e delle caldaie, incluse quelle domestiche. .....

Inquinamento dell’aria

La diossina inquina l’atmosfera sotto forma di particolato. La circolazione atmosferica ne determina un’ampia diffusione anche molto lontano dal luogo di origine. La degradazione naturale della sua forma più pericolosa, il TCDD, avviene ad opera dei raggi ultravioletti in presenza di idrogeno disponibile. In tal caso avviene nell’arco di giorni. Se invece il TCDD si accumula al suolo e si lega ad altre sostanze la degradazione è lentissima, dell’ordine di mesi o anni. Per quanto grave, l’inquinamento dell’aria da parte della diossina è prioritario soltanto in seguito ad incidenti come l’esplosione di Seveso. Altrimenti soltanto il 10% circa della diossina che penetra nell’organismo proviene dall’atmosfera.

Inquinamento del suolo

Il suolo è quello che in media contiene le più grandi concentrazioni di diossina, risentendo quindi dei suoi effetti ambientali. Qui le molecole reagiscono con altri composti presenti nel terreno ed entrano a far parte della catena alimentare. Alcuni studi indicano che non è solo l’uomo a risentire dei suoi effetti, anche gli animali (tutti?) accusano problemi, ad esempio disfunzioni tiroidee e alterato assorbimento della vitamina A. Analogamente all’essere umano, gli animali colpiti sono anche quelli delle generazioni successive.

Inquinamento dell’acqua

Gli scarichi industriali contenenti diossina possono inquinare l’acqua. La sua presenza negli organismi acquatici lo dimostra. Così come per la terraferma, l’inquinamento dell’acqua risulta a lungo termine. Da notare che le correnti marine svolgono funzione analoga a quelle aeree, trasportando la diossina, probabilmente, anche molto lontano dal luogo di immissione. La diossina è insolubile in acqua, ma quest’ultima è un eccellente veicolo, purtroppo, per i suoi spostamenti.

DIOSSINA ED EFFETTI SULLA SALUTE UMANA

L’alta concentrazione ambientale di diossina e il suo essere liposolubile spiega perché sia un grosso problema. La respiriamo, ma soprattutto la ritroviamo nella catena alimentare. Il fatto che la razza umana sia al vertice di quest’ultima è una pessima notizia, perché ingerendone quantità continue da chi sta più in basso nella catena, la accumuliamo nei tessuti. A questo punto eliminarla non è semplice. La diossina si “annida” nel tessuto adiposo e purtroppo passa anche nel latte materno. Occorrono in media dai 7 agli 11 anni per dimezzare la sua presenza nell’organismo. Dato che però la ingeriamo regolarmente, nessuno di noi è immune dalla sua presenza. La concentrazione individuale varia in base all’età e alla percentuale di grasso corporeo: maggiore è, più diossina ci portiamo addosso. Altrettanto importante l’esposizione, sia all’inquinamento atmosferico da diossina, sia dietetico. Pesci grassi, soprattutto di taglia grande, prodotti caseari e burro sono quelli più a rischio contaminazione elevata.
Gli effetti tossici sull’organismo riguardano:
  • Sistema immunitario
  • apparato endocrino
  • cute
  • sistema riproduttivo
  • carcinogenesi

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Smog, l’UE deciderà se multare l’Italia dopo le elezioni .Intorno al 9 marzo

  • Tratto da rinnovabili.it

  • Smog, l’UE deciderà se multare l’Italia dopo le elezioni

  • Intorno al 9 marzo è prevista la decisione dell’Unione Europea sulle misure integrative presentate da Italia e altri paesi per ridurre lo smog nelle città

smog


Galletti lascia all’Italia una eredità pesante sullo smog

(Rinnovabili.it) – Con un colpo di reni, il Ministro dell’Ambiente Galletti è riuscito a respingere anche l’ultimo attacco dell’Unione Europea. La decisione sulle eventuali sanzioni che l’Italia dovrà pagare per non aver saputo ridurre i tassi di smog nelle proprie città è rinviata alla prima metà di marzo. Poco dopo le elezioni, quando il tema sarà meno al centro del dibattito né, forse, sarà uscito alcun governo dalle urne.
Di certo, Galletti non sarà il prossimi Ministro dell’Ambiente, visto che non è stato ricandidato. Ma gli effetti economici di un sostanziale immobilismo – che viene da lontano – sulle politiche di miglioramento della qualità dell’aria potrebbero colpire comunque i cittadini. Che oltre a mettere a rischio la salute inalando PM10 e NO2 oltre i limiti di legge per lunghi periodi dell’anno, potrebbero essere chiamati a sborsare milioni di euro di multa.

Per la verità, l’Italia non è la sola in questa tragica incapacità di risolvere strutturalmente la grave questione dello smog. L’Europa potrebbe multare anche Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Romania, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia, mentre cause legali sono già state avviate contro Bulgaria e Polonia. Tutti i paesi hanno consegnato entro i termini (9 febbraio) il loro piano integrativo per calmare le ire di Bruxelles. L’Italia, però, si è limitata a ribadire impegni già presi in passato e rispedire all’Europa la Strategia energetica nazionale. Non è chiaro se questo basterà a convincere l’esecutivo comunitario, che potrebbe storcere il naso davanti all’assenza di sforzi supplementari.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l’Alleanza per la salute e l’ambiente (HEAL) hanno invitato ieri l’UE a “adottare misure decisive” per ripulire l’aria. In una lettera aperta ai Ministri della Salute e a tre Commissari europei, HEAL ha invitato i governi nazionali e l’Unione a fare della qualità dell’aria un punto cruciale delle politiche anche nei settori diversi dalla sanità, come clima, energia e trasporti.

La fine dell’era del carbone arriverà troppo tardi

  • Tratto da Rinnovabili.it

  • Lo studio di tre istituti tedeschi

    La fine dell’era del carbone arriverà troppo tardi

  • Il budget di carbonio che ci resta prima di superare la soglia dei 2 gradi potrebbe essere consumato dalle centrali a carbone esistenti e future

carbone


La crescita del carbone in alcuni stati compromette i target climatici

(Rinnovabili.it) – La tanto annunciata morte del carbone potrebbe arrivare troppo in là per rispettare gli obiettivi climatici che ci siamo dati. Il budget di carbonio che che ci rimane (prima di eccedere la soglia dei 2 °C di riscaldamento globale oltre i livelli preindustriali) potrebbe essere speso in pochi decenni dalle centrali esistenti sommate a quelle in fase di costruzione o di progettazione.
Un’ondata di pessimismo urta il mondo scientifico con la pubblicazione di una nuova ricerca curata da tre istituti tedeschi: il Mercator Research Institute su Global Commons e Climate Change di Berlino, e il Potsdam Institute for Climate Impact Research e la Technical University di Berlino. I ricercatori ritengono che alcune nazioni potrebbero aumentare drasticamente le loro emissioni tra oggi e il 2030, visti i piani di aumento della produzione energetica dal carbone.

>> Leggi anche: Metà delle centrali a carbone d’Europa perde denaro <<


In combinazione con l’infrastruttura già esistente, gli impianti pianificati o in costruzione, se utilizzati per la durata standard, potrebbero bruciare gran parte del budget di carbonio residuo. Lo studio prende in esame i piani mondiali per il settore, rilevando che cinque paesi – India, Cina, Turchia, Vietnam e Indonesia – coprono il 73% della capacità attualmente in costruzione o in fase di progetto. Una volta costruita, generalmente una centrale non viene chiusa: se i piani dovessero essere completamente realizzati le circa 700 miliardi di tonnellate di CO2 che possiamo ancora emettere prima di superare un riscaldamento globale di 2 °C superiore ai livelli preindustriali verranno consumate in poco più di 20 anni.
Le centrali a carbone esistenti e altre infrastrutture sono in grado di consumare da sole 500 miliardi di tonnellate, se non verranno chiuse prima della fine dell’ordinario ciclo di vita. Le nuove centrali in costruzione o presenti sulle carte progettuali, potrebbero consumarne altri 150 miliardi. Il calcolo è presto fatto. Peggio ancora, i ricercatori dicono che le probabilità di rispettare un obiettivo più ambizioso, quello di un aumento delle temperature sotto il grado e mezzo sono molto basse. Anche se da domani non si costruisse più nessun impianto.

13 febbraio 2018

Scegli UNITI PER LA SALUTE ONLUS: AFFIDACI IL TUO 5 X 1000


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  DA  OLTRE  10 ANNI CI METTIAMO TUTTO IL NOSTRO IMPEGNO  PER FAR TUTELARE ANCHE   LA  TUA   SALUTE ED IL TUO  AMBIENTE...

Le azioni promosse da Uniti per la Salute ONLUS,  grazie all'aiuto degli associati e dei sostenitori, hanno avuto nel 2015  l’importante  riconoscimento dell’ Ordine dei Medici della Provincia di Savona . Leggi  il post 
                           
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E ....LA TUA  FIRMA  E' DAVVERO PER NOI DI GRANDE AIUTO


TANTI   CONCRETI  MOTIVI PER DEVOLVERLO A 
"UNITI PER LA SALUTE ONLUS"

             "Per la tutela della nostra  salute e per pretendere il controllo    dell’aria che respiriamo".

         "La salute è un bene da difendere sopra ogni cosa.
Lo dobbiamo ai nostri figli e a noi stessi."

       "Per le azioni legali  che      abbiamo già intrapreso e        soprattutto per sostenere quelle  che stiamo ultimando sono necessarie importanti risorse economiche."

"Ricordiamo che il 5 per mille al contribuente non costa nulla e non sostituisce l’ 8 per mille."

Se vorrete darci un aiuto concreto scrivete il nostro codice fiscale
"92084220091"
e firmate, nello spazio indicato ,la casella della dichiarazione dei redditi (CUD, 730, UNICO) destinata al sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale,  ....
Per ulteriori informazioni potete contattarci alla mail unitiperlasalute@libero.it
Aiutateci anche diffondendo questo messaggio. Grazie.