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17 ottobre 2017

Qualenergia : Salute, abbandonare il carbone fa bene come smettere di fumare e bere alcol

Tratto da Qualenergia 

Salute, abbandonare il carbone fa bene come smettere di fumare e bere alcol

In un recente intervento, Jonathan Patz direttore del Global Health Institute dell’università di Wisconsin-Madison, spiega perché conviene smettere di bruciare combustibili fossili: la cattiva qualità dell’aria provoca milioni di morti premature ogni anno e alti costi sanitari.


L’utilizzo di combustibili fossili, con l’associata responsabilità umana dei cambiamenti climatici, di solito finisce per essere interpretato in qualche scenario catastrofico di temperature in costante aumento, siccità, ondate di calore, tifoni, scioglimenti di ghiacci e quant’altro sia incluso nel dibattito scientifico del surriscaldamento globale.
Senza sminuire i rischi presenti e futuri del global warming, si può affrontare il problema anche da una prospettiva diversa: come modificare il proprio stile di vita? Come trasformare la società promuovendo al contempo la salute, il benessere e la tutela ambientale?
Queste sono le premesse di un recente intervento di Jonathan Patz, direttore del Global Health Institute presso l’università di Wisconsin-Madison, alla conferenza annuale dell’International Society for Environmental Epidemiology (ISEE) che si è tenuta a Sydney.
Premesso che è sempre molto complicato stimare con precisione le conseguenze negative delle fonti fossili, come le morti premature, l’incidenza di determinate malattie, gli extra costi sociali e così via (articolo di QualEnergia.it sulle esternalità negative), Patz cita i dati dell’organizzazione mondiale della sanità, secondo cui le morti attribuibili all’inquinamento atmosferico sono circa 7 milioni l’anno in tutto il mondo.
Il punto, evidenzia l’autore, è che il 78% dell’incremento della CO2 rilasciata nell’atmosfera dal 1970 al 2010 si deve all’impiego crescente di carbone, petrolio e gas nei vari settori economici; tra le altre sostanze molto pericolose per la salute umana, emesse dalle fonti “sporche”, ricorda Patz, c’è il particolato fine.
Con politiche globali per diminuire i gas serra e migliorare la qualità dell’aria, sostiene Patz, si potrebbero salvare 1-4 milioni di vite umane l’anno entro la metà del nostro secolo.
Tra l’altro, prosegue il professore dell’università americana, provando a monetizzare costi e benefici della transizione low-carbon, si otterrebbe un guadagno netto, se è vero, come afferma l’Environmental Protection Agency (EPA) americana, che ogni dollaro investito in misure per abbattere l’inquinamento atmosferico “restituisce” 30 volte tanto, considerando i risparmi sulle spese sanitarie federali.
Diabete, obesità e malattie cardiovascolari, aggiunge Patz, si diffondono in tutto il mondo a causa di errati stili di vita: cattiva alimentazione, scarsa attività fisica, dipendenza da un’economia globale a trazione fossile, tra cui l’uso preponderante delle automobili private nelle città.
Il cosiddetto action-travel, letteralmente il viaggio attivo a piedi o in bicicletta, è una straordinaria opportunità non solo per ridurre il consumo di carburanti che avvelenano l’aria delle metropoli, ma anche per ottimizzare i benefici per la nostra salute.
In definitiva, sostiene l’autore, smettere di bruciare combustibili fossili è un po’ come smettere di fumare, una scelta difficile e “costosa” da portare a termine, un cambiamento profondo e inizialmente anche traumatico, perché modifica le nostre abitudini consolidate, che quindi deve essere affrontato con il supporto della società nel suo complesso.
Rimanendo in campo energetico: con incentivi alle rinnovabili, tasse sulla CO2, eliminazione graduale delle risorse inquinanti, investimenti in trasporti puliti e così via.

28 0TT0BRE -ORE 15 MANIFESTAZIONE A CERANO - IL CORAGGIO DI VOLTARE PAGINA!

Tratto da Noalcarbonebrindisi

28 0TT0BRE - MANIFESTAZIONE A CERANO - IL CORAGGIO DI VOLTARE PAGINA!

La mega centrale a carbone di Cerano rappresenta oggi l'esempio lampante del completo fallimento di un modello industriale obsoleto e imposto dal governo centrale contro il volere delle popolazioni.
Ci è stata attribuita una vocazione industriale inesistente con la promessa di uno sviluppo mai arrivato e di un benessere fittizio.
Quello che è arrivato invece è un aumento di morti e malattie, come dimostrano i molti studi medico scientifici realizzati negli anni e l'indagine epidemiologica Forastiere pubblicata solo lo scorso Luglio. Sono arrivati il business malato e costruito sulla violazione delle regole, le prescrizioni normative di ambientalizzazione disattese o spacciate per investimenti in fantomatiche "migliori tecnologie disponibili" (mentre i filtri e le coperture ai carbonili venivano realizzati con più di vent'anni di ritardo).
Sono arrivati l'uso sistematico delle armi del ricatto occupazionale, del lavoro precario, del sistema delle tangenti per l'affidamento di lavori sempre con appalti al massimo ribasso.
Sono arrivati i comportamenti criminali ......come per esempio il grave danneggiamento della falda acquifera superficiale durante i lavori di scavo per la costruzione del nastro trasportatore (con conseguente desertificazione della zona di Cerano e il disseccamento dei pozzi delle aziende agricole), sono arrivate le condanne al processo del 2012 per le dispersioni di polveri di carbone su aree vastissime di terreni coltivati. Le implicazioni per traffico di rifiuti pericolosi, gli sversamenti selvaggi fino allo scandalo recente delle ceneri contaminate vendute ai cementifici.
 
Tutto questo NON E’ PIU’ ammissibile!...
Voltiamo insieme questa triste pagina con CORAGGIO!


M A N I F E S T A Z I O N E  A  C E R A N O
SABATO 28 Ottobre 2017             dalle ore 15
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16 ottobre 2017

Isde :Gli scienziati e i medici avvertono dei potenziali effetti sanitari gravi di 5G


Tratto da Isde

Gli scienziati e i medici avvertono dei potenziali effetti sanitari gravi di 5G


Pubblichiamo la posizione di oltre 180 scienziati, provenienti da 36 nazioni, che raccomandano una moratoria sul dispiegamento della quinta generazione per le telecomunicazioni, 5G, finché i potenziali pericoli per la salute umana e per l’ambiente non siano pienamente investigati da scienziati indipendentidall’industria. “La tecnologia 5G farà significativamente aumentare l’esposizione a campi elettromagnetici in radiofrequenza (CEM-RF) in aggiunta alle tecnologie per telecomunicazioni 2G, 3G, 4G, Wi-Fi già operanti. E’ già stato dimostrato che i CEM-RF possono essere dannosi per gli esseri umani e per l’ambiente.” Si legge nel comunicato. L’appello è stato firmato anche da alcuni membri dell’Associazione Medici per l’Ambiente.
Leggi l’appello dei 180 scienziati

15 ottobre 2017

L'esposizione all'inquinamento ambientale durante la gravidanza aumenta il rischio di asma per tre generazioni.

Tratto da Facebook del Medico  Isde Giovanni Ghirga 
Questo post vale veramente la pena di rimetterlo. 
L'esposizione all'inquinamento ambientale durante la gravidanza aumenta il rischio di asma per tre generazioni. Il rapporto tra asma ed inquinamento dell'aria è stato ripetutamente, scientificamente dimostrato e l'asma bronchiale allergica è in costante aumento nei paesi sviluppati. 
Questa nuova ricerca scopre degli aspetti fondamentali di questa malattia che oggi non si può più definire solo infiammatoria ma epigenetica. Infatti, l'esposizione all'inquinamento dell'aria provoca una alterazione nella espressione genica che aumenta in modo statisticamente significativo il rischio di ammalarsi di asma. Questo importantissimo studio ha scoperto che queste modifiche epigenetiche sono trasmissibili alle generazioni successive. 
Questi dati sono per me estremamente interessanti avendo il sottoscritto diretto per 20 anni il servizio di "Ambulatorio/Day-Hospital della UOC di Pediatria, dell'Ospedale San Paolo di Civitavecchia (servizio chiuso per carenza di fondi).
David J Gregory, Lester Kobzik, Zhiping Yang, Connor C McGuire, Alexey V Fedulov. Transgenerational transmission of asthma risk after exposure to environmental particles during pregnancy.. American Journal of Physiology - Lung Cellular and Molecular Physiology, 2017; ajplung.00035.2017 DOI: 10.1152/ajplung.00035.2017

13 ottobre 2017

Eugenia Dogliotti:Inquinamento ambientale e salute umana -: MIGLIORARE L' AMBIENTE E' MIGLIORARE LA SALUTE .


MIGLIORARE L' AMBIENTE E' MIGLIORARE LA SALUTE
Tratto da You tube

Eugenia Dogliotti, direttore del dipartimento di Ambiente e Salute dell’Istituto superiore di sanità di Roma.
Formatasi all’Università “La Sapienza” di Roma e presso il TNO-Medical Biological Laboratory di Rijswijk (Paesi Bassi). Dal 1981 Dogliotti lavora presso l’Istituto superiore di sanità, ma ha condotto attività di ricerca anche presso il Massachusetts Institute of Technology (Mit), negli Stati Uniti. È autrice di più di 130 pubblicazioni su riviste internazionali e libri, nel campo della mutagenesi, riparazione del Dna e epidemiologia molecolare delle malattie di origine ambientale.....
Durante la conferenza ha parlato degli stimoli fisici, chimici biologici e psicosociali ai quali l’uomo è esposto nel suo ambiente di vita e che hanno un impatto sul suo stato di salute. Stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) evidenziano che una su quattro delle cause di morte nel mondo è dovuta a fattori ambientali che contribuiscono ad un ampio spettro di malattie e di infermità. Riducendo i fattori di rischio ambientali e sociali è possibile prevenire quasi un quarto del carico globale di malattie; un obiettivo che si può raggiungere attraverso attività di ricerca e sperimentazione multidisciplinari che individuano i fattori di rischio e contribuiscono a comprendere i meccanismi che portano dall’esposizione all’insorgenza della malattia. Durante l’incontro, Dogliotti ha presentato alcuni esempi di intervento a seguito di emergenze ambientali nazionali che mostrano come l’integrazione di strategie di valutazione dell’esposizione e di studi epidemiologici permetta di attuare misure di riduzione dei rischi della salute.
Ecco alcune immagini tratte dal suo intervento ma guardatevi l' Interessante video su You tube






12 ottobre 2017

I diritti dei bambini sulla salute

Tratto da  laleggepertutti.it 
I diritti dei bambini sulla salute

Tutti i bambini hanno il diritto di vivere e di crescere in buone condizioni di salute durante tutta l’infanzia e l’adolescenza. Un bambino in buona salute è in grado di andare a scuola, di giocare e di esprimersi.
Questo è il concetto alla base della Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989 ed inserita nell’ordinamento italiano nel 1991 .(Legge n. 176.)
È proprio il governo italiano, tramite il Ministero competente, a ribadire che la salute è un diritto umano fondamentale determinato dall’ambiente fisico, economico, sociale, familiare ed educativo e dalla qualità dei servizi sanitari forniti.
D’altra parte, la stessa Costituzione italiana (Art. 32) tutela il diritto di ogni individuo (quindi anche dei bambini e degli adolescenti) all’integrità psico-fisica ed a vivere in un ambiente salubre, il diritto alle prestazioni sanitarie e alle cure gratuite per gli indigenti.
I diritti dei bambini sulla salute vengono riconosciuti anche dall’Unione Europea, attraverso il Programma Salute 2014-2020 che si propone come supporto ai Paesi membri nella prevenzione dell’obesità infantile e l’Azione comune Janpa (Joint Action on Nutrition e Physical Activity).
Da sottolineare anche i diritti dei bambini in caso di ricovero ospedaliero, contenuti nella Carta de Each, firmata nel 1988.
  1. I bambini hanno diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo. Tali diritti devono essere assicurati con tutte le misure di protezione fisica e psicologica possibili. Lo Stato ha il dovere, dunque, di garantire questo diritto già dal momento in cui la madre è in gravidanza, assicurando le cure adeguate e la necessaria assistenza prima e dopo il parto.
  2. I bambini hanno diritto a godere del miglior stato di salute possibile. Hanno, quindi, diritto a beneficiare delle strutture pubbliche di cura e di riabilitazione.
  3. I bambini hanno diritto ad essere ricoverati solo se l’assistenza di cui hanno bisogno non può essere prestata a casa o in trattamento ambulatoriale. In ogni caso, ai bambini deve essere evitato ogni evento traumatico legato ad un ricovero non necessario. Hanno diritto anche ad avere accanto, durante il ricovero, i genitori o una persona a lui cara e ad essere trattati in base alla loro età e alla loro capacità di comprensione, così come ad avere dei momenti di gioco e di studio all’interno della struttura sanitaria compatibilmente con il loro stato di salute.
  4. I bambini hanno diritto a non subire il fumo passivo a casa loro da genitori, fratelli, parenti o amici di famiglia ed hanno diritto ad essere informati sui rischi che corrono se iniziano a fumare. Hanno anche diritto ad interventi da parte dello Stato, attraverso leggi o normative che vietino durante i programmi televisivi trasmessi nella fascia oraria protetta di trovare delle scene che li inducano al fumo attivo.
  5. I bambini hanno diritto ad avere dallo Stato ogni provvedimento necessario contro il consumo di droghe.
  6. I bambini hanno diritto ad una dieta sana ed equilibrata che non metta a repentaglio la loro salute o li esponga al rischio di sovrappeso o di obesità. Hanno diritto ad essere protetti in tal senso dallo Stato attraverso leggi o normative che vietino la pubblicità ingannevole di prodotti alimentari poco raccomandabili, se in eccesso, per la loro salute o che impongano l’obbligo di avvertire le famiglie sui rischi derivati dall’abuso di certi cibi.
  7. I bambini hanno diritto a vivere in un ambiente salutare ed igienico, sia a casa, sia a scuola, sia nella loro città. Famiglie e istituzioni, dunque, hanno il dovere di prendere ogni precauzione in tal senso, così come gli enti locali e lo Stato hanno l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie per limitare l’inquinamento entro i limiti consentiti.
  8. I bambini hanno diritto alla loro salute psichica e, pertanto, a vivere in un ambiente sereno. Hanno diritto a ricevere, in caso di necessità, assistenza psicologica dalle strutture sanitarie dello Stato.
  9. I bambini hanno diritto a non essere sfruttati per fini economici o in lavori che possano mettere a repentaglio la loro salute psico-fisica o il loro sviluppo mentale, spirituale, morale o sociale.

11 ottobre 2017

Agenzia europea per l’ambiente :L’aria in Italia uccide e l’inquinamento ci ruba le tredicesime

Tratto da Euronews

L’aria in Italia uccide e l’inquinamento ci ruba le tredicesime


Il rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente certifica la pessima situazione italiana. In media, nell’Ue, i costi legati all’atmosfera contaminata bruciano le tredicesime: l’invivibilità costa 1.082 euro all’anno a persona
Bruxelles – L’aria d’Italia uccide, e più che altrove. Lo dicono i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), contenuti nel rapporto sulla qualità dell’aria di fresca pubblicazione. Le cose sembrano andare meglio, ma i numeri sono preoccupanti: nel 2014 le sole polveri ultrasottili hanno provocata 399mila morti premature in tutto il territorio dell’Ue. Di queste 66.080 in Germania, e 59.630 in Italia. Oltre alle polveri ultrasottili (pm2,5), a incidere sulla salute umana sono anche ossidi e diossidi di azoto (NOx e NO2), i gas prodotti e sprigionati principalmente dai motori della automobili, e l’ozono (O3). Qui la Penisola è maglia nera d’Europa. Il maggior numero di morti premature da ossidi e biossidi di azoto si registra in Italia (17.290 vittime sulle 75mila totali), così come per quelle da ozono (2.900 sulle 13.600). In pratica in Italia si concentra un quarto (23%) delle morti premature da NO2, un quinto (20%) di morti premature da ozono.
L’Agenzia europea per l’ambiente mette in luce un cambiamento, evidenziato dai dati. Questi “mostrano che la qualità dell’aria in Europa sta lentamente migliorando grazie alle politiche passate e attuali e agli sviluppi tecnologici”, rileva lo studio. Tuttavia, i progressi sono pochi e non bastano. Le concentrazioni di inquinamento atmosferico continuano a essere “elevate” e ad avere “importanti ripercussioni sulla salute degli europei”. Non solo. Ai costi per la salute umana si aggiungono quelli per maggiori spese medico-sanitarie, la riduzione di produttività lavorativa legata alle malattie, e i costi legati alla perdita di terreni fertili coltivabili. Costi difficili da calcolare, ma stimati attorno a 1.280 dollari (circa 1.082 euro) pro-capite di perdite annue. Si perde in sostanza uno stipendio mensile per i costi dovuti all’inquinamento europeo.
“Non dovremmo accettare il costo dell’inquinamento atmosferico”, critica Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Agenzia europea per l’Ambiente. “Con decisioni audaci e investimenti intelligenti nei trasporti più puliti, nell’energia e nell’agricoltura, possiamo affrontare l’inquinamento e migliorare la nostra qualità di vita”. Da qui l’invito a governi ed enti locali a “mostrare leadership nella protezione della salute dei cittadini attraverso il miglioramento della qualità dell’aria”.

Scritta oggi a Roma la parola fine in merito al carbone in Tirreno Power a Vado – Quiliano


Tratto da Rsvn

Scritta oggi a Roma la parola fine in merito al carbone in Tirreno Power

tirreno-powerVado Ligure. Questa mattina a Roma è stata scritta la prima parola fine ufficiale per la lunga e quarantennale storia del carbone nella centrale Tirreno Power di Vado – Quiliano.

Il gruppo istruttore formato da vari tecnici, tra i quali quelli dei Comuni interessati,riunito al ministero dell’Ambiente, ha modificato e ridotto l’Aia, autorizzazione ambientale esistente, a seguito della comunicazione da parte dell’azienda di voler abbandonare le fonti fossili di produzione. Decisa quindi la dismissione dei due gruppi e dell’annesso carbonile.
Ora si attende la convocazione della conferenza dei servizi che dovrà prendere atto di quanto discusso e deciso dal gruppo istruttore. Saranno presenti per l’occasione gli organi istituzionali, Regione, Provincia e Comuni interessati. Si tratta di un passaggio epocale dopo quello del 11 marzo 2014 quando i gruppi a carbone furono sottoposti a sequestro cautelativo da parte della magistratura savonese. Ora restano solo in attività i gruppi a turbogas.

“Difendiamo l’ambiente con le unghie” :Dalle unghie dei bambini la fotografia sull'ambiente

Dalle unghie dei bambini la fotografia sull'ambiente: elaborati i primi risultati

Tratto da forlitoday

Dalle unghie dei bambini la fotografia sull'ambiente: elaborati i primi dati

AIL you need is love” è il titolo di una serata d’autore per sostenere il progetto “Difendiamo l’ambiente con le unghie” che tra pochi mesi dovrebbe portare a dei risultati definitivi

Dalle unghie dei bambini la fotografia sull'ambiente: elaborati i primi risultati
“AIL you need is love” è il titolo di una serata d’autore per sostenere il progetto “Difendiamo l’ambiente con le unghie” che tra pochi mesi dovrebbe portare a dei risultati definitivi per quanto riguarda il monitoraggio dell'ambiente cittadino, in particolare per quanto riguarda gli inceneritori. I sostenitori della ricerca hanno promosso una nuova manifestazione di raccolta fondi, che si terrà il 13 ottobre 2017 presso la Taverna Verde di Forlì, una serata d’autore con musiche dei Beatles riarrangiate e rivisitate dalla “BandAil”. 
L’autofinanziamento ha portato per ora nelle casse dell’iniziativa circa 9.500 euro ma l’elevato numero di test eseguiti fa prevedere una spesa finale di circa 12.000 euro. Con questa manifestazione si conta di arrivare alla cifra necessaria ed eventuali eccedenze saranno devolute all’Ail. Elena Gilberti coordinatrice Ail forlì Cesena, l'associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma, spiega: ”Sosteniamo con molto piacere questa iniziativa e per l'occasione abbiamo composto una band che vede coinvolti professionisti del mondo musicale, affiancandoli ai medici ematologi e volontari della nostra associazione". Aggiunge: "La cooperativa che gestisce la Taverna Verde di Forlì ce l'ha concessa gratuitamente proprio per aiutarci nel nostro scopo e non avere ulteriori oneri”.
Si entra infatti nella fase finale del percorso dell’iniziativa “Difendiamo l’ambiente con le unghie” che vede l’arrivo dei primi dati grezzi del biomonitoraggio al quale hanno partecipato circa 250 bambini in età compresa i 6 e i 9 anni. Ai bambini sono state tagliate le unghie e sono state analizzate, in quanto considerate affidabili "spie" sulla presenza di inquinanti nell'aria.
“Sono arrivati la settimana scorsa i dati elaborati dal Laboratorio di Torino EuroLab - a parlare è Ruggero Ridolfi,Presidente ISDE Forlì - dalle medie totali che il laboratorio ci ha fornito, ma che devono essere ampiamente rielaborate e rivalutate, non sembrano esserci singoli valori enormemente fuori scala, tuttavia la presenza pur modesta dei metalli più “pericolosi” andrà valutata nei confronti fra le diverse aree del nostro territorio comunale". 
L’iniziativa di biomonitoraggio intrapresa dall’ISDE e in collaborazione con AIL,l Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì (TAAF) e coi Comitati di Quartieri di Forlì ricalca quanto è avvenuto dal 2014 al 2016 a cura della sezione ISDE di Novara, in alcuni quartieri di Torino, per verificare l’esposizione ai metalli pesanti all’entrata in funzione di un inceneritore. Così Luisa Memore, responsabile dello studio: “Anche noi siamo ancora nella fase di elaborazione dati poiché i campioni erano tanti e per un lungo periodo di tempo, quello che ci prefiggiamo è capire l’andamento dell’inquinamento dell’ambiente e cercare di ridurlo, i metalli sono presenti anche in natura e anche nel nostro organismo, basti pensare al ferro, ma il problema sussiste quando ve ne sono troppi o ve ne sono di quelli che nel nostro organismo non devono essere presenti”.
I metalli pesanti costituiscono una classe di sostanze inquinanti, estremamente diffuse nell’ambiente  che posso risultare molto pericolose per la salute. “L’inquinamento dei metalli pesanti è in gran parte correlato con le attività industriali, con i pesticidi e con le emissioni degli inceneritori. Se presenti in alti livelli metalli come il cadmio, il nichel o il mercurio per esempio  possono portare anche ad alterazioni dello sviluppo celebrale e maggiore propensione a sviluppare malattie neoplastiche - spiega Patriza Gentilini, Ematologa e Oncologa -. La ricerca dei metalli pesanti nelle unghie usata per correlare lo stato di assunzione dei diversi elementi presenti nell’ambiente oltre agli aspetti ambientali sono da considerare anche il tipo di lavoro, l’alimentazione e gli stili di vita. Bisogna tener conto ad esempio se in casa è presente una stufa o i termosifoni, se i genitori sono fumatori o non fumatori, se abitano vicino ad una strada trafficata o meno ecc. La valutazione dei singoli metalli pesanti presente mediamente nelle unghie dei ragazzi delle diverse macroaree del territorio permetteranno un confronto tra i diversi distretti”.


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Tratto da Facebook di Uniti per la salute

A Forlì, dove da anni brucia rifiuti un #inceneritore, è stata eseguita in questi giorni un'indagine scientifica condotta da Patrizia Gentilini, medico dell'Isde, analizzando le unghie di 238 bambini forlivesi delle scuole primarie. Con noi la dott. Luisa Memore che con ISDE Torino ha condotto analogo studio dal 2013 al 2015 su 270 bambini prima dell'avvio dell'inceneritore del Gerbido e poi nei 2 successivi.
Dai primi risultati è emersa la presenza nelle unghie di questi bambini di numerosi metalli pesanti, come cadmio, nichel, piombo, arsenico, mercurio, che, ovviamente, non dovrebbero proprio esserci, e il cui accumulo nell’organismo può causare problemi nervosi, malattie immunitarie e tumori.

09 ottobre 2017

The global catholic climate movment:Disinvestimento dai combustibili fossili di 40 istituzioni cattoliche

Tratto da Greenreport

Disinvestimento dai combustibili fossili di 40 istituzioni cattoliche

The global catholic climate movment: ci sono anche Assisi e una banca tedesca
[9 ottobre 2017]
La scorsa settimana, The global catholic climate movment, una coalizione di più di 400 istituzioni cattoliche  ha annunciato un nuovo massiccio  «disinvestimento dai combustibili fossili» e sottolinea che «Con 40 organizzazioni, si tratta del più ampio annuncio congiunto di disinvestimento da parte di organizzazioni di ispirazione religiosa. Le istituzioni provengono dai 5 continenti e rappresentano realtà diverse: dagli istituti religiosi alle istituzioni finanziare, fino alle alte gerarchie della Chiesa. La decisione di rimuovere il proprio sostegno finanziario ai combustibili fossili è basata sia sul valore condiviso della cura della casa comune che sulla prospettiva finanziaria di preparare le basi per un’economia a impatto zero di carbonio ».
Il Focsiv, l’ONG cattolica molto attiva su questo fronte, spiega che «Il disinvestimento rappresenta l’azione contraria all’investimento: significa liberarsi da quelle azioni, obbligazioni o fondi di investimento legati a determinati gruppi aziendali ed imprese al fine di togliere loro il proprio sostegno economico. Disinvestire dalle fonti fossili significa quindi ritirare i propri investimenti da quei soggetti che operano nel settore dell’estrazione e della commercializzazione dei carburanti fossili, il cui utilizzo rappresenta una delle cause principali dei cambiamenti climatici di origine antropica».
Il Movimento Cattolico Mondiale per il Clima, una comunità di centinaia di migliaia di individui cattolici ed una rete globale di organizzazioni che intendono rispondere alla chiamata all’azione di Papa Francesco nell’Enciclica Laudato Si’  sottoline che «Ad Assisi, città di San Francesco e luogo sacro profondamente significativo per gli 1.2 miliardi di cattolici in tutto il mondo luogo e meta di numerosi pellegrinaggi ogni anno, tre istituzioni cattoliche ed il Comune hanno deciso di disinvestire. Il gruppo cattolico include il Sacro Convento, complesso monasteriale e luogo sacro che ospita la Tomba di San Francesco, Santo da cui Papa Francesco ha preso ispirazione tanto per il nome quanto per la Laudato Si’. Il Sacro Convento è considerato la casa spirituale dei fratelli francescani nel mondo. Ad Assisi, insieme al Sacro Convento, presenti nell’annuncio di disinvestimento anche la Diocesi umbra di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e l’Istituto Serafico per sordomuti e per ciechi, un ente ecclesiastico senza scopo di lucro che fornisce assistenza ai bambini disabili. In maniera complementare, anche il Comune di Assisi ha annunciato il proprio disinvestimento dai combustibili fossili».....
AL Focsiv ricordano che «Papa Francesco è stato molto chiaro affermando che “Sappiamo che la tecnologia basata sui combustibili fossili deve essere sostituita progressivamente e senza indugio” (LS 165) ed i Vescovi Cattolici da tutti i continenti hanno fatto eco chiedendo di “porre fine all’era dei combustibili fossili… fornendo a tutti l’accesso affidabile e sicuro alle energie rinnovabili” (Dichiarazione dei Vescovi per COP 21). Molti fedeli cattolici stanno già rispondendo in modo lodevole al messaggio della Laudato Si’ limitando i propri consumi e utilizzando tecnologie energetiche rinnovabili. Tuttavia, senza una prudente attenzione verso il modo in cui il denaro viene investito, c’è una forte possibilità di supportare involontariamente delle pratiche insostenibili che stanno distruggendo il nostro pianeta ed aumentando povertà e disuguaglianze sociali. Disinvestire dai combustibili fossili significa mettere in pratica la Laudato Si’ ed “ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri”, significa assumere un ruolo profetico e prendersi cura della nostra casa comune e dei nostri fratelli e sorelle che stanno soffrendo i peggiori impatti del cambiamento climatico».
Focsiv e The global catholic climate movment  hanno chiesto  alle istituzioni cattoliche di «disinvestire dalle compagnie di combustibili fossili iniziando un processo da concludere in 5 anni disinvestendo da proprietà dirette e ogni altro fondo indiretto che possa includere azioni quotate e obbligazioni di società di combustibili fossili. 200 società quotate in borsa detengono la maggioranza delle riserve di carbone, petrolio e gas: queste sono le società da cui chiediamo di disinvestire. Le istituzioni cattoliche sono invitate a rendere pubblica la propria decisione di disinvestimento assumendo così un ruolo profetico in relazione al dominio dei combustibili fossili nell’economia globale. Esse sono incoraggiate a comunicare il proprio impegno in annunci congiunti in date chiave, per aumentare la visibilità della causa».

Taranto, Eva Cassano:Sono tanti i tipi di inquinamento, ma il mondo, oggi, ne soffre principalmente due: quello ambientale e quello umano. Il primo è causato dal secondo!

Da una Studentessa Tarantina importanti riflessioni per diventare  cittadini più consapevoli e attivi.
Taranto, Eva Cassano e 'La custodia del creato'
Taranto, Eva Cassano e 'La custodia del creato'
Eva Cassano dell’IPS “F.S. Cabrini”, ha presentato le sue riflessioni sulla custodia del creato, premiate nella sezione letteraria del relativo concorso diocesano....Nel suo testo, che riportiamo di seguito in parte, dopo alcune note a carattere generale, si legge della sua città, Taranto e che all’inquinamento ambientale precede quello umano, secondo un salutare cambio di prospettiva. 

Scrive Eva Cassano:

Non voglio esporre dati relativi a percentuali, statistiche e previsioni; di questi elementi se ne parla già tanto nei programmi televisivi, nelle conferenze e sui giornali. Vorrei, invece, fare uno zoom sulla nostra area, la Puglia. Marzo 2017: leggo la testata di un giornale online, il titolo è “Tumori, in Puglia aumenta la diffusione: nel 2016 quasi 22mila casi. I posti letto raddoppieranno” e il sommario aggiunge “In aumento i dati regionali con picchi nel Salento, a Taranto e nella Bat. Il direttore scientifico dell'Oncologico dice: “Presto aprirà anche la quarta sala operatoria e i posti letto passeranno da 80 a 150”. E pensare che Taranto è dove vivo io..! Vorrei tanto un mondo diverso, senza la piaga dell’inquinamento! Ma poi questa parola cosa significa?....

Sono tanti i tipi di inquinamento, ma il mondo, oggi, ne soffre principalmente due: quello ambientale e quello umano. Il primo è causato dal secondo! L’inquinamento umano è dato dalla mancanza di equilibrio dell’uomo, che, pur di guadagnare, sarebbe disposto a rinunciare ai suoi sentimenti, disposto anche a distruggere la sua casa e se stesso.

La sua casa è l’ambiente, la casa di tutti è l’ambiente! Quindi, l’uomo, pur di guadagnare di più, sempre di più, annienta se stesso, non solo fisicamente. L’ambiente, poi, devastato dalle tossine, dalle polveri sottili e dai rifiuti di una società industrializzata, è solo il mega-specchio che riflette, in grande, un dilemma che l’uomo sta già vivendo dentro di sé: il mondo intorno a noi è diventato una discarica, ma potrebbe essere un giardino rigoglioso.

Anche chi maltratta l’ambiente forse reputa se stesso una discarica, altrimenti avrebbe rispetto per se stesso. Si tratta di un problema molto più profondo di come appare in superficie. Non è solo un problema dell’ambiente, è prima di tutto un problema dell’uomo e per l’uomo. Se non cambiamo, come custodiremo il nostro giardino? Incredibile come l’uomo usi male il suo potere! Lui, che è sicuramente l’animale più capace di valorizzare il giardino della terra e le sue molteplici risorse, grazie alla sua intelligenza! Eppure … si comporta da perdente della situazione, perché rovina sempre tutto. E lo fa per poca cosa, come il vile denaro. Non che quest’ultimo non sia utile, serve nella vita di tutti i giorni, ma, rispetto alla vita dell’ambiente, lo è. Che ce ne faremmo di una valanga di oro in un mondo senza alberi né animali e nemmeno uomini? La cosa più preziosa è la vita, senza di lei il denaro non serve. 

La ricchezza ha valore solo perché gliela diamo noi, ma la vita è un valore in natura, tutt’altra cosa insomma! Un team di ricercatori ha descritto con un’equazione matematica l’impatto delle attività umane sulla Terra. Il risultato è inequivocabile: l'uomo impatta sul clima con un forza 170 volte superiore a quella naturale. Conoscete Will Steffen? Chimico ed esperto di cambiamenti climatici della Australian National University, ha pubblicato un importante studio su Antropocene Review.
“Per 4,5 miliardi di anni fattori astronomici e geofisici hanno influenzato e determinato le caratteristiche del sistema Terra, che comprende le interazioni tra biosfera, atmosfera, idrosfera e litosfera terrestre - la parte più superficiale del pianeta, composta dalla crosta e dal mantello superiore, che si trova allo stato solido”, racconta Steffen: “ma negli ultimi 40-50 anni l'umanità ha spinto i cambiamenti climatici in una certa direzione con una velocità mai vista prima.

Al confronto, gli altri parametri sono insignificanti”.  Stiamo male con noi stessi e facciamo soffrire il mondo, con la nostra avidità feriamo il creato, di cui noi facciamo parte a pieno titolo. Sono tante le persone che si lamentano dei problemi ambientali, ma, poi, non fanno niente per cambiare la situazione. Magari non producono il danno, ma nemmeno si impegnano per ripararlo. Gli adulti parlano e parlano, parlano anche tanto, ma poi non si muovono mai quando si tratta di cambiare le cose. Mi sembrano dei bambini. Ormai siamo tutti sensibilizzati sui temi ambientali, ma nessuno poi fa mai niente per cambiare la realtà che ci circonda. Devono sempre essere gli altri a muoversi per noi o prima di noi. Ma poi, chi sono questi altri? Tutti siamo gli altri!..


Disinquiniamo innanzitutto la nostra mentalità, soprattutto noi tarantini, che sentiamo più di altri la gravità di questa tematica: iscriviamoci a qualche associazione ambientalista, battiamoci per l’ambiente,  organizziamo manifestazioni, andiamo l’estate a raccogliere rifiuti sulle spiagge e, soprattutto, smettiamola di buttarli dove ci capita! L’inquinamento è un problema di tutti e lo sarà anche per i nostri posteri. Dobbiamo essere attivi, far sentire la nostra voce e pretendere che vengano risolti questi problemi, offrendo la nostra collaborazione.

Mahatma Gandhi lo spiega bene: “sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Non c’è bisogno di essere Gandhi per metterlo in pratica, tutti possiamo essere dei grandi, se ci battiamo (in prima persona, però). Nell’antica Grecia gli eroi erano Achille ed Ettore ...  ma anche oggi si può essere eroi. Ogni uomo deve imparare ad affrontare le difficoltà del momento storico in cui vive. Eroi si è dentro, non basta indossare un’armatura o una divisa per esserlo, sono il cuore e la tenacia a fare la differenza, serve abnegazione, partecipazione attiva e consapevole per salvaguardare e valorizzare ciò che ci è stato dato, anzi, affidato, proprio come afferma un vecchio e saggio proverbio dei Navaho (popolo di nativi d’America): “il mondo non lo abbiamo in eredità dai nostri padri, lo abbiamo in prestito dai nostri figli!

Dovremmo riflettere sull’importanza del nostro ruolo , della missione che dobbiamo portare a termine custodendo il creato ed ogni suo elemento......

A volte è il cuore che ci manca. Forse è inquinato anche quello! Qualunque sia il posto da cui proveniamo, non possiamo non essere sensibili ad un problema che ci riguarda e ci tocca talmente tanto nel profondo. Non c’è bisogno di fare lo scienziato per abitare con consapevolezza ed amare con rispetto il nostro territorio. Ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa di grande. Molte persone stanno facendo tanto per migliorare il mondo in cui viviamo, e, secondo varie fonti, nel 2015, il vento, l’energia solare e le altre fonti rinnovabili hanno prodotto più giga watt rispetto a carbone e petrolio.

A Taranto, ad esempio, da diversi anni Vincenzo Fornaro mette a disposizione la sua Masseria Carmine per far piantare i semi per la riconversione ambientale del territorio, conseguendo vari traguardi. Se ci impegniamo, se ci guardiamo intorno, troviamo anche le buone iniziative e le buone notizie, che possono spronarci ed essere cittadini più consapevoli e attivi.


La Terra siamo noi. Se noi sorridiamo alla Terra, anche lei ci sorriderà. In fondo, anche Andy Warhol, uno gli artisti più influenti del XX secolo, nonché massimo esponente della Pop Art (tutti conosciamo i suoi “Ritratti di Marilyn Monroe”) scrisse, tempo fa: “Credo che avere la Terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare”.

08 ottobre 2017

Manifestazione a Cerano. Il WWF chiede che tutte le centrali a carbone vengano chiuse entro il 2025 .

Tratto da Mesagne sera

Manifestazione a Cerano. Il Wwf: centrali a carbone da chiudere

Manifestazione a Cerano. Il Wwf: centrali a carbone da chiudere

«I gravi reati di smaltimento illecito di rifiuti, contestati dagli inquirenti a Enel per lo smaltimento di milioni di tonnellate di ceneri prodotte dall’impianto di Cerano, sono solo l’ultima prova di quanto le centrali termoelettriche a carbone possano danneggiare il territorio, la salute delle persone e il clima».
Lo afferma in una nota il Wwf Italia che «da anni pone non solo l’accento sulle emissioni nocive alla salute e al clima prodotte dalle centrali a carbone, ma evidenzia anche come da questi impianti si producano ingenti quantità di rifiuti solidi e liquidi. Una centrale come Cerano, che brucia almeno 6 milioni di tonnellate anno di carbone, produce oltre 600.000 tonnellate di ceneri da smaltire ogni anno. A queste si sommano diverse migliaia di tonnellate di fanghi inquinato derivati dai diversi trattamenti delle acque usate dall’impianto (milioni di metri cubi all’anno)». «Sulle ceneri, oggetto del provvedimento di sequestro – afferma – esistono studi scientifici che evidenziano la loro potenziale pericolosità anche quando vengono smaltite in discarica perché producono percolato con caratteristiche genotossiche e mutagene. Anche quando le ceneri sono impiegate nella preparazione del cemento, esistono rischi assolutamente sottovalutati perché questi rifiuti derivati dalla combustione contengono un’ampia gamma di metalli pesanti tossici e possono rilasciare emissioni radioattive, come evidenzia anche un importante studio scientifico del 2007». «Rinunciare al carbone – conclude la nota – avrebbe quindi molteplici benefici, compresa l’eliminazione di ingenti quantitativi di rifiuti pericolosi che poi è complesso gestire in sicurezza. Il WWF chiede che tutte le centrali a carbone vengano chiuse entro il 2025».

06 ottobre 2017

Da Taranto il percorso per creare la Rete Italiana di Medici Sentinella per l’Ambiente



Tratto da Inchiostro Verde

Parte da Taranto il percorso per creare la Rete Italiana di Medici Sentinella per l’Ambiente

È partito da Taranto il percorso formativo pilota rivolto ai medici di Medicina generale ed ai pediatri di libera scelta per la realizzazione di una Rete Italiana di Medici Sentinella per l’Ambiente (RIMSA). L’evento di grande valenza scientifica e sociale è promosso dall’Associazione Medici per l’Ambiente – Isde Italia, in collaborazione con la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e gli Ordini dei Medici di Arezzo, Genova, Brindisi e Taranto. L’iniziativa si inserisce nel contesto del Progetto “Strategia di mitigazione degli effetti climatici (CC) sulla salute dell’uomo e del pianeta, secondo la Vision Planetary Health”, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute.
L’importante evento formativo, articolato nella giornata di oggi ed in quella di domani, è in corso di svolgimento nella sala convegni dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Taranto. Le successive edizioni del corso avranno luogo, per i medici del Nord, a Genova il 27 ed il 28 ottobre prossimi e, per i medici del centro Italia, ad Arezzo il 10 e l’11 novembre prossimi.
Obiettivo fondamentale del percorso è la formazione di professionisti che in futuro si occuperanno della formazione dei medici sentinella per l’ambiente.
A differenza del passato, oggi il medico di Medicina generale ed il pediatra di libera scelta non si occupano solo di curare le malattie, ma anche di prevenzione, promozione della salute, educazione alla salute ed informazione. I professionisti sono chiamati, inoltre, a fare parte integrante del sistema di sorveglianza, essendo in grado di offrire un contributo significativo nella sensibilizzazione e nell’informazione della popolazione, nonché a segnalare eventuali situazioni di criticità, dal momento che la popolazione tende a dare loro molta credibilità ed affidabilità. Il sistema si completerà con il coinvolgimento di soggetti chiave del Servizio sanitario nazionale e dei sistemi di sorveglianza e controllo ambientale.
Il modello proposto intende aggiornare, sviluppare e scambiare le conoscenze e le competenze degli operatori del Servizio sanitario nazionale, in particolare sulla relazione tra ambiente e salute, realizzando percorsi formativo-informativi integrati allo scopo di promuovere la conoscenza delle evidenze scientifiche disponibili sull’impatto sanitario dell’inquinamento ambientale nonché la conoscenza dello stato dell’ambiente. Ulteriori obiettivi dell’iniziativa: creare un gruppo di lavoro per l’avvio di uno studio sulle patologie di origine ambientale da cambiamenti climatici, creare e gestire un sito web per l’aggiornamento delle informazioni ad uso dei medici sentinella. Lo rende noto il dottor  Cosimo Nume, presidente OMCeO Taranto.

Scoperta medico-scientifica che mette in correlazione il liquido seminale e la salubrità dell’ambiente

Tratto da La citta' di Salerno

Dammi il liquido seminale e ti dirò in che ambiente vivi 


Arriva da un piccolo ospedale di periferia, il “San Francesco d’Assisi” di Oliveto Citra, la scoperta medico-scientifica che mette in correlazione il liquido seminale e la salubrità dell’ambiente, attraverso un studio che permette di diagnosticare e prevenire, le conseguenze negative dell’impatto ambientale sulla salute umana.
Autore e coordinatore del progetto pilota denominato “EcoFoodFertility” è Luigi Montano, uroandrologo presso l’ospedale di Oliveto Citra, esperto in Patologia Ambientale e presidente della Società Italiana di Riproduzione Umana. La ricerca si fonda «sulla duplice funzione del liquido seminale quale sentinella precoce e sensibile, della qualità ambientale e della salute».
Lo studio condotto dal medico del San Francesco, in collaborazione con il Cnr e pubblicato su una rivista internazionale, ha confrontato i telomeri spermatici con quelli dei leucociti del sangue. «I telomeri – spiega Montano – sono la parte terminale dei cromosomi, che regolano molte funzioni della cellula, fra cui la durata della vita delle cellule stesse». Il confronto è avvenuto tra due gruppi di maschi sani, della stessa età e con lo stesso stile di vita, ma residenti in due aree a diverso impatto ambientale, Terra dei fuochi e Alto-Medio del Sele in Campania. «Gli esami – dice – hanno confermato che il seme è il fluido biologico ideale per evidenziare i rischi precoci sulla salute umana da inquinamento ambientale con evidenti implicazioni in ordine a indirizzi possibili di prevenzione per le patologie riproduttive, cronico degenerative come l’ipertensione e il cancro, e la trasmissibilità dei danni attraverso i gameti maschili anche per le generazioni future».
Una scoperta scientifica rivoluzionaria quella di Montano, grazie alla quale ha vinto diversi premi internazionali, suscitando l’interesse di università, centri di ricerca....


Lo studio. EcoFoodFertility è un progetto di ricerca multidisciplinare di biomonitoraggio umano, il primo al mondo con sistema di valutazione su sangue e liquido seminale, il si tratta di uno studio di analisi per valutare il danno precoce da inquinamento ambientale e di uno studio di intervento attraverso il corretto stile di vita e nutrizionale, per “riparare” eventuali danni da inquinamento. Continua a leggere qui